Musée Jacquemart-André, Paris pt1

 

Il Museo Jacquemart-André è un perfetto esempio di hotel particulier nel cuore della Parigi haussmanina: immensi viali, quartieri tranquilli e ville dal nostalgico stile settecentesco. Come avevamo visto per il parigino Museo Cognacq-Jay, anche qui la collezione si deve agli interessi di due coniugi.

La storia

Il museo raccoglie la collezione messa insieme da Edouard André, banchiere e deputato e sua moglie Nélie Jacquemart, pittrice,  tra il 1864 e il 1912, dopo lunghi viaggi per l’Europa e l’Italia. L’edificio fu costruito appositamente su richiesta di Edouard André, a partire dal 1869, dall’architetto e decoratore francese Henri Parent. Inizialmente i coniugi si concentrarono sull’arte francese del diciottesimo secolo, ma in seguito ai numerosi viaggi in Italia, cominciarono ad interessarsi anche all’arte primitiva italiana, sopratutto toscana e veneta. Misero su una collezione per niente trascurabile, tanto che ancora oggi questa è la più grande collezione d’arte italiana presente in Francia, dopo quella del Louvre.

Il percorso del museo mantiene quasi integralmente quello originario scelto dai coniugi Jacquemart-André: il piano terra è dedicato all’arte francese dell’Ancien Régime con artisti quali Vigée-Le Brun, Boucher, Chardin, Fragonard; ci sono anche pitturi olandesi come Rembrandt, Hals, Antoon Van Dyck e ritrattisti inglesi quali Gainsborough, Reynolds. Il primo piano invece è dedicato all’arte italiana del Rinascimento con opere di Sandro Botticelli, Paolo Uccello, Carlo Crivelli, Francesco del Cossa, fino alle opere di Andrea Mantegna, di Donatello, di Bernardino Luini e di Alessio Baldovinetti. Ma di italiano ci sono anche importanti opere di vedutismo veneziano, di Canaletto e di Francesco Guardi e sopratutto i bellissimi affreschi staccati di Tiepolo, provenienti da Villa Contarini-Pisani in Veneto.

Alla morte di Edouard André, nel 1894, Nélie Jacquemart prosegue nell’opera di acquisizione di grandi capolavori artistici in tutta Europa e anche oltre, spingendosi fino in India. Nel 1912, alla morte di Nélie Jacquemart, il palazzo con le sue collezioni fu donato per volontà testamentaria all’Institut de France, con il vincolo di trasformarlo in museo e renderlo accessibile al pubblico.

source/fontewww.musee-jacquemart-andre.com

The picture gallery
La galleria di dipinti

I dipinti che ornano le pareti dell’anticamera del piano terra si alternano a sovrapporte dipinte, composizione mitologiche, nature morte, paesaggi e opere di arti decorative d’epoca. Le arti applicate erano una vera passione per Edouard che acquistò orologi, lampadari, applique tutte d’epoca per meglio far rivivere lo spirito settecentesco.

The Grand Salon
Il Gran Salone

Era il luogo dove Edouard e Nélie accoglievano gli ospiti, insieme all’adiacente Stanza della Musica. La forma semicircolare del salone, che lo rende diverso dalle altre sale, è un ovvio richiamo allo stile settecentesco, insieme ai tappetti Gobelin alle pareti , le decorazioni stile rocaille, i dipinti nei sovrapporta e l’affresco sul soffitto. Non ci sono dipinti qui, ma una collezione di busti di marmo, sempre di epoca settecentesca.

The Music Room
La Stanza della Musica

Questa stanza, aperta sul soffitto così da lasciar intravedere la balaustra del secondo piano, è la seconda più ampia del piano terra. Durante i concerti, infatti, l’orchestra e i musicisti venivano messi nella galleria al piano superiore. Questa volta lo stile è prettamente secondo impero, con le pareti coperte di rosso e il mobilio in legno scuro. I dipinti esposti variavano spesso col crescere della collezione.

The Tapestry Room
La stanza dei Tappeti

E’ la prima di una serie di stanze, sempre al piano terra, che i proprietari usavano per le esigenze personali. Questa in particolare è l’anticamera che precede lo studio. La sua particolarità è che fu decorata in base alla dimensione dei tappeti appesi alle pareti, che Edouard aveva prima di far costruire questa residenza. Si tratta di tre tappeti provenienti dalla serie “Giochi Russi” tessuti a Beauvais su disegni di Jean-Baptiste Le Prince, allievo di Boucher. Rappresentano “La Danza”, “Il Musicista” e “La Chiromante”. L’unico dipinto della stanza, esposto su un cavalletto, è una gouache del pittore veneziano Guardi.

 The Study 
Lo studio

Era la stanza in cui Edouard e Nélie organizzavano la loro vita quotidiana o tenevano incontri di lavoro. Sebbene è una stanza “da lavoro” mantiene comunque il sapore intimo settecentesco. Sulle pareti troviamo “La nuova modella” di Fragonard mentre il mobilio è un prestigioso gruppo di opere come le sedie foderate con tappezzerie Aubusson, la scrivania in lacche giapponesi e altri mobili di epoca Luigi XV. Sul soffitto un affresco staccato di Tiepolo, proveniente da un palazzo veneziano.

The Library
La libreria

E’ la stanza più appartata, originariamente stanza da letto di Nélie, poi trasformata in libreria. Qui i coniugi tenevano i cataloghi delle vendite e discutevano sui nuovi acquisti. Lo stile della stanza è Luigi XVI, sulle pareti trovano posto i dipinti olandesi e fiamminghi. Al centro della stanza invece sono esposti piccole antichità egiziane, raccolte in seguito ai viaggi in Egitto, che danno alla stanza un tono da wunderkammer.

La libreria è preceduta da un boudoir, anch’esso in origine faceva parte delle stanze da letto di Nélie e aveva un bagno che infatti era collocato all’interno di una balaustra ancora presente nella stanza. Lo stile dell’arredo è qui neoclassico, ma il soffitto è un affresco di Tiepolo.


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