Villa La Petraia, Firenze

Villa La Petraia è forse la più bella delle ville medicee che si trovano a Castello, poco fuori Firenze. La posizione un poco rialzata consente una bellissima vista della città da lontano. Oltre al bel giardino, organizzato in piccoli labirinti con la grande fontana al centro, il luogo più bello della villa è senz’altro il cortile interno, originariamente all’aperto e poi coperto dai Savoia nel tardo ottocento.
Completamente coperto di affreschi raffiguranti scene o semplicemente grottesche colorate e bizzarre, è un perfetto esempio della pittura manierista toscana, ma anche un armonioso innesto di due epoche diversissime. Il seicento degli affreschi si compenetra perfettamente con l’ottocento, epoca in cui fu aggiunta la copertura in ferro e vetro e anche il grande lampadario in cristallo e ametista, trasformando così il cortile in un vero e proprio salone di ricevimento.

La visita alla fine di marzo non mi ha consentito di godere appieno dei fiori primaverili, che erano appena in boccio, ma la luce era perfetta per fare delle foto, per le quali ringrazio Rocchina del Priore.

La storia della villa dal ‘500 all’ 800

Quando La Petraia fu acquistata da Cosimo I de’ Medici non era che una piccola fortezza di campagna, comprensiva di torretta di avvistamento. Cosimo la donò al figlio, il cardinale Ferdinando nel 1568, che divenne Granduca nel 1587. Fu a lui che si deve la trasformazione da piccola fortezza a villa cortese: oltre ad eliminare la torretta, trasformata in belvedere, la sua più grande preoccupazione fu la riorganizzazione dei giardini a terrazzo, così come li aveva visti a Villa Medici a Roma. In questo modo la “petraia”, chiamata in questo modo per via del terreno sassoso, divenne uno scenografico giardino, così come lo dipinse Giusto Utens in una delle sue lunette.
Le terrazze erano tre: nella prima c’era un frutteto di piante nane, una vera rarità per l’epoca; la seconda era destinata alle aiuole con piante “semplici” (cioè officinali) piantate secondo disegni geometrici, con due edifici loggiati ai lati e una grande vasca al centro; la terza infine era la più grande, occupata da due grandi zone ellittiche con alberi e passaggi coperti; in tutto il giardino inoltre erano disposti gli agrumi in vaso e spalliere di aranci lungo i muri perimetrali, all’esterno dei quali si estendeva il salvatico, il bosco.

Quando il granduca si sposò, nel 1589, la villa passò alla sua consorte Cristina di Lorena che decise di fare alcuni piccoli interventi. La villa ebbe il suo momento d’oro tra la fine del cinquecento e gli inizi del seicento, piena epoca del manierismo di cui è una bellissima espressione. Mentre la famiglia Medici si avviava verso l’estinzione, uno di loro, Don Lorenzo de’ Medici proprietario della villa, ordinò il prezioso ciclo pittorico dei Fasti medicei, capolavoro di Baldassarre Franceschini detto Il Volterrano, che ancora oggi decora il cortile (1637-1646). Il ciclo rappresenta in varie scene il trionfo della casata medicea e può essere paragonato, per quanto riguarda le ville medicee, solo al ciclo del salone di Leone X nella villa di Poggio a Caiano, di simile argomento. Il cortile decorato completamente ad affreschi con scene e grottesche, diventa ancora più caratteristico per le piccole teste di cervo appese e, con le aggiunte ottocentesche, è oggi il luogo più bello della villa.

Quando nel Settecento la villa passò ai Lorena, questi riarredarono alcune stanze e ne crearono di nuove in senso più moderno, come la sala da gioco verde e una sala con una raccolta di acquerelli cinesi, in linea con il gusto della chinoiserie.
Infine, dopo l’Unità d’Italia, la villa passò nelle proprietà dei Savoia e divenne la residenza preferita del re Vittorio Emanuele II e di Rosa Vercellana, sua moglie morganatica. E’ in questo momento che la villa torna a vivere, non solo perché fu di nuovo arredata, questa volta con una serie di mobili di pregio che i Savoia avevano ereditato dalle case regnanti degli Antichi Stati italiani, ma anche perché furono apportati i grossi interventi che ancora oggi si possono vedere. Fu rifatto lo scalone e venne installato un impianto di riscaldamento, ma i lavori più visibili sono quelli riguardanti il cortile, che fu coperto con un’ariosa struttura in acciaio e vetro, creato nel 1872 in occasione delle nozze del figlio del Re e Rosina, Emanuele di Mirafiori, allo scopo anche di proteggere gli affreschi. Fu rifatto il pavimento e aggiunto quindi il lampadario di cristallo e ametista, così da trasformare il cortile in una vera e propria sala da ballo.

Nel 1919 la villa venne donata allo Stato Italiano e, dopo una serie di vicissitudini, a partire dagli anni ’80 si iniziò a recuperarla per aprirla al pubblico come Museo Nazionale.

Website: polomusealetoscana.beniculturali.it

Foto mie: Rocchina del Priore
Foto della villa: mie

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Il Giardino:rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (7) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (6)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (8) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (9) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (10) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (11) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (12) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (13)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (63) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (14)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (17)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (16) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (18) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (19) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (20) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (21) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (22)

Il cortile:rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (28)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (24)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (23)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (25)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (26)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (27)rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (53) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (54) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (55) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (56) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (57) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (58) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (59) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (60) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (61) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (62)

Primo Piano:rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (30)Studio rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (31)Sala Impero rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (32)Sala blu rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (33) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (34)Camera della Bella Rosina rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (35)Sala da toeletta rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (36)Salotto giallo rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (37)Cappella Vecchia rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (38)Sala da Giocorocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (39) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (40) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (41) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (42) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (43) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (44) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (46)La loggia di levanterocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (45) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (47) rocaille-blog-villa-la-petraia-firenze-toscana (48)

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