Società Geografica Italiana, Roma

Che luogo ameno che è Villa Celimontana, così vicina al trafficatissimo Colosseo eppure così silenziosa. In Aprile, quando si costeggia il muro per entrare dalla porta principale, una cascata di glicine crea una barriera violetta, e altri fiori pendono dal tempietto neogotico all’interno della villa. Non sembra Roma eppure Roma è anche questa.

Il grande parco altro non era che la vigna e il giardino del Palazzetto Mattei, un villino seicentesco voluto dal duca Ciriaco Mattei e abbellito con fontane del Bernini e arredi scultorei dei fratelli Fontana. Era un vero e proprio giardino all’italiana, con sculture antiche, fontane, piante di aranci, il ninfeo sotterraneo detto dell’Uccelliera e un obelisco egiziano di Ramsete II, donato a Ciriaco Mattei dai magistrati capitolini nel 1582, come riconoscimento dei suoi meriti.
Alla morte di Ciriaco, la proprietà fu ereditata dal figlio Gian Battista che trasformò il palazzetto da sede della collezione a residenza privata e ampliò la superficie dei giardini con l’acquisto di terreni limitrofi. I lavori vennero affidati all’architetto Francesco Peparelli, che li concluse nel 1623. Risalgono a questo periodo gli affreschi presenti nelle sale della Biblioteca. 
La villa rimase ai Mattei fino al 1802, anno di vendita del complesso, e poi cambiò più volte proprietario. Il parco fu spogliato, già a partire dal settecento, dei pezzi più pregiati come le 10 statue antiche vendute al Vaticano (tra cui l’Amazzone, la “Pudicizia”, il “Traiano seduto”, ora al Louvre) e, nel 1802, la testa di Augusto sempre al Vaticano; il parco assunse le forme del giardino all’inglese.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, essendo la villa di proprietà degli Hoffmann, una famiglia di nazionalità tedesca, fu incamerata dallo Stato italiano come bene ex nemico e confiscata. Nel 1926 l’edificio fu donato alla Società Geografica Italiana, un’associazione dedita alla pubblicazione di riviste che hanno lo scopo di favorire le conoscenze geografiche e che tuttora vi risiede. 

La bellissima sala dedicata al geografo Elio Migliorini è forse quella più suggestiva, con le immense vetrate che illuminano le pareti di libri e le scrivanie di stile deco; sul soffitto c’è l’affresco più bello, Dalila che taglia i capelli a Sansone, attribuito ad Andrea Sacchi (1621). Tutti gli ambienti hanno un arredo di inizio Novecento; in una è conservato un grande mosaico di epoca romana risalente al III secolo d.C., rinvenuto nell’area antistante all’edificio e inserito durante i restauri ottocenteschi.
Il parco, nonostante non sia più abbellito come in passato, è ancora pieno di fontane tra cui quella detta “del Fiume”, commissionata proprio da Ciriaco Mattei. 

 

Le visite alla sede della Società Geografica sono possibili previa prenotazione nei giorni indicati da questo calendario .
Sito web: societageografica.net

 

Sala di Lettura “Elio Migliorini”:

Sala del Consiglio:

Sala del Mosaico: 

Terrazza:

Il parco:


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