Palazzo Madama, Torino

Camera di Madama Reale

Palazzo Madama a Torino ospita il Museo Civico d’Arte Antica. Il museo, voluto sin dal 1832 da Carlo Alberto di Savoia, fu pensato con lo scopo di esporre al pubblico le opere più importanti delle collezioni d’arte della Casa Reale. Il museo subirà una serie di riallestimenti e cambiamenti nel corso del tempo, fino a stabilizzarsi nella collezione variegata e vasta visitabile oggi, composta da oggetti di manifattura diversissima e provenienti dalle epoche più disparate. Il museo si sviluppa su quattro piani: nel fossato si trova il lapidario medievale; il piano terra è destinato all’arte del periodo gotico e del rinascimento; il primo piano (o piano nobile) ospita opere del periodo barocco; il secondo piano è dedicato all’arte della decorazione.

Lo stessa varietà si rispecchia nella struttura del palazzo. Situato al centro della città, può definirsi simbolo e specchio della storia di Torino e del Piemonte. Come ebbe a dire infatti Guido Gozzano ne “L’altare del passato”: “nessun edificio racchiude tanta somma di tempo, di storia, di poesia nella sua decrepitudine varia. […] Il Palazzo Madama è come una sintesi di pietra di tutto il passato torinese, dai tempi delle origini, dall’epoca romana, ai giorni del nostro Risorgimento“. Nato come porta cittadina ad opera dei romani, divenne in età medievale una fortificazione a scopo difensivo. Agli inizi del XIV secolo saranno i Savoia-Acaja a trasformalo in castello e residenza signorile. Data la lontananza dall’antica capitale, Chambery, il palazzo fu utilizzato prettamente come edificio per gli ospiti. Fu qui che Carlo VIII alloggiò, nel 1494, durante la sua discesa in Italia. L’importanza del palazzo crebbe quando Torino divenne capitale del Ducato di Savoia, nel 1559, anche se i regnanti preferirono, come loro residenza cittadina, il Palazzo Reale.

Saranno due donne a conferire maggior prestigio a questo palazzo, altrimenti utilizzato per uffici o per gli ospiti. La prima è La Madama Reale, da cui deriverà il nome del palazzo, Maria Cristina di Borbone-Francia che nel 1619 sposa Vittorio Amedeo I di Savoia. Sorella di Luigi XIII di Francia, alla morte del marito divenne reggente al posto di suo figlio il duca Carlo Emanuele II di Savoia. Nel 1637, volendo sottrarsi all’aria pesante della corte, scelse il Palazzo come sua residenza. E’ lei a commissionare importanti lavori ristrutturali come la copertura dell’antica corte medievale a cielo aperto, realizzata dall’architetto Carlo di Castellamonte e il riallestimento e la decorazione delle stanze del suo appartamento, con affaccio privilegiato verso piazza Castello. La seconda Madama Reale è, sessant’anni più tardi, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours che nel 1665 sposa il duca di Savoia Carlo Emanuele II, figlio della prima Madama, e alla sua morte manterrà la reggenza dello stato nelle veci del figlio Vittorio Amedeo II. A lei si devono una serie di lavori di rinnovamento degli interni, interrotti dalle vicende belliche che culminano con l’assedio di Torino nel 1706. Tra questi rinnovamenti si contano i più importanti del palazzo cioè la scenografica facciata e lo scalone, opera di Filippo Juvarra, tra il 1718 e il 1721.

Il sito ufficiale del museo palazzomadamatorino.it , da cui ho preso la descrizione delle varie stanze, illustra cronologicamente e tematicamente la storia del palazzo e del museo.

Le due Madame: a sinistra Cristina di Francia con i figli Carlo Emanuele, Margherita Violante ed Enrichetta Adelaide di ignoto pittore; a destra Maria Giovanna di ignoto pittore, c.ca 1666.

PRIMO PIANO (Arti del Barocco):

Camera di Madama Reale:

Tra il 1708 e il 1715 fu allestita la nuova camera da letto di Maria Giovanna Battista. Il programma decorativo comprende le quattro sovrapporte con le allegorie di Autorità, Bontà, Fedeltà e, forse, Carità. La sovracaminiera in legno intagliato con il ritratto di Carlo Emanuele II, eseguita nel 1688-1889 da Cesare Neurone, proviene dal vecchio appartamento della duchessa. La sala è arredata con dipinti e mobili che suggeriscono, sulla base dei documenti, l’antico apparato della sala, oggi perduto.

Sala Quattro Stagioni:

Il nome deriva dall’iconografia delle cartelle angolari della volta che ospitano le allegorie delle Stagioni. L’elaborata decorazione, eseguita a stucco e affresco, fu realizzata tra il 1708 e il 1715 attingendo ai modelli decorativi di Jean Bérain, architetto e disegnatore ornamentale francese alla corte di Luigi XIV.

Torre dei Tesori:

Nelle vetrine è suggerita, attraverso le opere che provengono in gran parte dalle collezioni dei Savoia, l’idea di una Wunderkammer, le raccolte, cioè, che i grandi principi del Settecento creavano radunando oggetti rari e preziosi, dalle forme fantasiose, costruiti con materiali insoliti, strumenti scientifici, fossili e reperti archeologi, per creare un effetto spettacolare e stupefacente.

Sala delle Feste:

Realizzata nel 1927-1928 per dotare il palazzo di un ampio salone di rappresentanza, fu ricavata con l’abbattimento di due sale settecentesche. Ospita bellissimi manufatti di arte decorativa che evocano il gusto e lo stile alla corte delle madame reali attraverso i mobili, le suppellettili, le sculture, le ceramiche.

Robe à la francaise, France, half XVIII century

Carrozzino da bambini per giardino, manifattura torinese, seconda metà del XVIII sec

Pietro Piffetti, Tavolo da muro, 1733

Simon Troger, Il giudizio di Salomone, 1741 (avorio, legno, vetro, ferro, bronzo dorato)

Manifattura du Paquier, Cornice per specchiera con figure orientali, Vienna 1730-40

Gabinetto Rotondo:

Ricavato all’interno della torre romana di nord-ovest, era un punto nodale dell’appartamento allestito a metà del Seicento per la prima Madama Reale di Savoia, Maria Cristina di Francia (1637-1663). Alle pareti la fitta selezione di ritratti dei Savoia e dei più importanti personaggi di corte ci raccontano le mode e i volti del passato.

Secondo piano (Arte Decorativa):

Le sale ripropongono l’allestimento progettato nel 1934 da Vittorio Viale, direttore del Museo dal 1930 al 1965. Le vetrine in legno e cristallo sono state restaurate e rifunzionalizzate e si è mantenuta l’originaria distribuzione degli ambienti: sala Tessuti, sala Ceramiche, sala Vetri e avori. Gran parte della raccolta di maioliche e porcellane fu donata dal marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio (1874), così come l’eccezionale collezione di vetri a oro graffiti e vetri dipinti (1890).

Gabinetto Cinese:

Veranda Sud:

 


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3 Commenti a “Palazzo Madama, Torino”

  • cecilia sammarco

    complimenti per la tua pagina!i tuoi post sono sempre così interessanti,personali e completi! Amo l’estetica decadente sempre in bilico tra natura, magia, realtà, surrealtà, morte e attaccamento alla vita.
    Buon lavoro!

    • Annalisa P. Cignitti
      Lisa

      Grazie davvero!

  • cecilia sammarco

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