Mario Praz house-museum, Roma pt II

in foto: sullo sfondo “La Giustizia e la Vendetta divina che perseguitano il Delitto” copia da Prud’hon;
davanti: Memento mori maschile e femminile

in the background: “Justice and Divine Vengeance who persecute Crime,” a copy of a work by Prud’hon; front: Memento mori male and female

Continua la visita alla Casa Praz. Per leggere la prima parte vai qui.

Mario Praz house-museum part I
Official site: 
museopraz.beniculturali.it  (da cui ho preso la descrizione delle stanze)
Official facebook: Museo Mario Praz
Thanks Eric Pyle for the translation!

Camera da letto:

La camera da letto è dominata da un imponente letto a baldacchino marcato Jacob, una delle più celebri  famiglie di ebanisti francesi del primo ottocento, realizzato nel 1806 per gli appartamenti di Giuseppe Bonaparte, nel castello di Fontainebleau. Il letto è sistemato secondo l’uso dell’epoca contro la parete con il baldacchino sul lato più lungo: Praz era molto attento a questo genere di particolari che riprendeva dai libri e dalle raccolte di incisioni sullo stile ed il gusto dell’epoca,  in particolare sul repertorio Meubles et objets de gout, pubblicato da La Mésangère nel 1802.

Accanto al letto una psiche napoletana in mogano: grande specchiera orientabile che Praz si regalò in occasione del  suo trentesimo compleanno, nel 1926, mentre immediatamente di fronte sono custoditi, in un cofanetto a due sportelli con iscrizioni in cirillico, 325 campioni di marmo provenienti da tutte le cave dell’Impero Russo. Il Professore l’aveva acquistato nel 1976 e non contento del supporto troppo modesto vi aveva fatto aggiungere due bronzi Impero. Questo oggetto ci riporta ad una delle tante passioni intellettuali di Praz: quella per la cultura russa del XIX secolo, che poi ritroveremo ben rappresentata nell’ultimo ambiente della casa, passione che l’aveva portato anche studiare in tarda età la lingua di quel paese.

Sulla parete di sinistra troviamo una numerosa serie di ventagli appesi nelle loro cornici semicircolari ai due lati del bel mobile impero, un secrétaire a un’unica anta opera del francese J.B.G.Youf (1762-1838), attivo a Firenze per i Bonaparte ed in particolare per Elisa. Molti altri ventagli li troviamo su tutte le pareti della casa, spesso non ancora montati su stecche ma semplicemente incorniciati come dipinti: questa del ventaglio era considerata da Praz una vera e propria forma d’arte, in grado di rappresentare tempestivamente l’evolvere del gusto e degli stili quanto un dipinto o una scultura, ma dotata soprattutto di un’inimitabile ed allusiva leggerezza.

In questa stanza alle pareti grandi panelli decorativi francesi (papier peint) a motivi di grottesche e numerose tempere tratte dalle raffaellesche Storie di Psyche della Farnesina. Sopra la porta in fondo, un rilievo rappresenta la celebre scena classica del Sacrificio di Ifigenia, tratta dal Vaso Medici, conservato a Firenze, agli Uffizi.

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Bedroom

The bedroom is dominated by a massive four-poster bed marked “Jacob,” one of the most famous families of French cabinet-makers of the early nineteenth century. It was made in 1806 for the apartments of Joseph Bonaparte in the castle of Fontainebleau. The bed is arranged according to the custom of the time, placed with one side against the wall and with a canopy above. Praz was very attentive to this kind of detail, which he knew from books and engravings on the style and taste of the time, in particular a book on furniture and “objets de gout” published by La Mésangère in 1802.

Next to the bed is a Neapolitan mahogany toilette: a large cheval mirror given to Praz on the occasion of his thirtieth birthday, in 1926. Immediately in front of this is a box with two doors with inscriptions in Cyrillic, containing 325 samples of marble from all the regions of the Russian Empire. The Professor had bought it in 1976 and, not happy with the modest support, added two bronze decorations in Empire style. This subject brings us back to one of Praz’s many intellectual passions: the Russian culture of the nineteenth century, which is well represented in the last room of the house. This was a passion that led him to study the language of that country in his old age.

On the left wall are a large number of fans hanging in semi-circular frames on either side of a beautiful piece of Empire furniture: a writing desk with a single door by the French J.B.G. Youf (1762-1838), who worked in Florence for Bonaparte, and in particular for Elisa. Many other fans are found on the walls of the house, often simply framed like paintings: Praz considered these fans to be a true art form, as capable of representing the evolution of taste as a painting or a sculpture, but with an especially inimitable lightness and allusive quality.

The walls of this room feature French decorative panels (papier peint) with a grotesque motif, and numerous gouaches imitating Raphael’s paintings of the story of Psyche in the Farnesina. Above the door is a relief of the famous scene of the sacrifice of Iphigenia, taken from the Medici Vase preserved in the Uffizi in Florence.

letto a baldacchino marcato Jacob, il piccolo dipinto è di Corrado Giaquinto
four-poster bed marked Jacob; a small painting by Corrado Giaquinto

collezione di ventagli
collection of fans

Sala delle Biblioteche:

Dal salone si può accedere alla Sale delle Biblioteche, così chiamata perché alberga due grandi librerie una di fronte all’altra: la prima, a sinistra, si chiama “le aquile e cigni”, è decorata con un ricco bestiario che comprende gufi e tartarughe: è un’opera italiana della prima metà del XIX secolo e faceva parte della decorazione del Palazzo Marignoli a Spoleto. L’altra libreria è invece inglese, in legno di rose con telamoni color bronzo e dorati; ma vi è anche una terza piccola libreria, irlandese, acquistata a Londra. Quest’ultima è però posta nella seconda parte della sala, in realtà un ballatoio sospeso sul cortile interno,  nobilitato, secondo un’idea di Praz, con l’aggiunta di due colonne ed alcuni fregi ornamentali.

Molto particolare è inoltre una piccola scrivania semicircolare livornese con piano estraibile ed interno foderato di specchi, affiancata da una poltroncina napoletana con spalliera sempre semicircolare e braccioli sorretti da sfingi.

La Sfinge è pure un elemento decorativo che spesso ritroviamo in casa Praz e che appartiene al repertorio neoclassico. Immediatamente sopra la scrivania, un  busto femminile: quello di Giuseppina Grassini, celebre cantante lirica nonché una delle tante donne amate da Napoleone; in questa sala troviamo numerosi dipinti di figure femminili quasi tutte vestite di bianco, uno tra i più belli dell’intera collezione è il Ritratto della principessa Vittorina Spinola presso il busto di Augusto d’Arenberg, opera dello svizzero Jacques Sablet (1749-1803) datata 1792.

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Library rooms

From the living room one can enter the Halls of the Libraries, so called because it holds two large book cabinets facing each other: the first one on the left is called “eagles and swans,” and is decorated with a rich bestiary that includes owls and turtles. It is an Italian work from the first half of the nineteenth century and was part of the decoration of the Palazzo Marignoli in Spoleto. The other book cabinet is English, with rosewood globes and decoration in bronze and gold. But there is also a third small book cabinet which is Irish and was purchased in London. The latter is placed in the second part of the room, actually a suspended gallery over the inner courtyard, made according to an idea of Praz by the addition of two columns and a few ornamental friezes.

Another special item in this room is a small semi-circular desk with a pull-out shelf and a Livorno-lined interior mirror, flanked by Neapolitan chairs with semicircular back- and armrests supported by sphinxes. Praz collected many examples of decorative sphinxes, a motif which belongs to the neoclassical repertoire. Just above the desk is a female torso of Josephine Grassini, famous opera singer and one of the many women loved by Napoleon; in this room there are numerous paintings of female figures, almost all of whom are dressed in white. One of the most beautiful in the collection is the portrait of the Princess Dona Victorina Spinola with a bust of Augustus d’Arenberg, by the Swiss Jacques Sablet (1749-1803), dated 1792.

busto raffigurante Giuseppina Grassini
bust of Josephine Grassini

sinistra: libreria “le aquile e cigni”; destra: uno dei tanti oggetti contenuti all’interno
Left: book cabinet “eagles and swans”; right: one of the many objects contained within

le cere più antiche della collezione, risalenti al XVII secolo, rappresentano l’inferno, il purgatorio e il paradiso. Di molto simili ne ho viste alla Pinacoteca Ambrosiana.
The oldest waxes in the collection, dating from the seventeenth century, representing hell, purgatory and paradise. I’ve seen very similar ones in the Pinacoteca Ambrosiana.

Andito:

Dalla Sala delle biblioteche si scende attraverso una breve rampa di scale al livello inferiore della casa, che affaccia su via dei Soldati e che, a differenza dei grandi ambienti precedenti, edificati nei primi anni del Novecento sulla facciata principale del Palazzo verso via Zanardelli, è composta da una serie di piccole e basse stanzette che riflettono il primitivo impianto medioevale dell’isolato composto da una serie di case a schiera affiancate.

L’andito, detto anche saletta di passaggio, poiché conduce verso le altre camere, la terrazza ed i locali di servizio della casa, è un ambiente angusto ma non per questo meno ricco di altri.

Qui, infatti, Praz soleva consumare i suoi pasti solitari sul piccolo tavolo dal piano decorato con marmi policromi collocato allora davanti alla finestra che affaccia sui tetti di Roma;  sulla scala prendono posto due sfingi portavasi in legno del XVIII secolo e lungo le pareti troviamo dipinti di vario genere: marine, collages di tessuti diversi, ricami e ritratti; il dipinto più importante è una Veduta di Cava vicino Salerno di Anton Sminck Pitloo (1791-1837), il celebre maestro della Scuola Napoletana, sotto di esso, su di una piccola libreria, troviamo quattro statuine di manifattura veneziana in legno che rappresentano le quattro stagioni; esse affiancano una teca con una Annunciazione in cera policroma.

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hallway

From the Hall of Libraries one descends through a short flight of stairs to the lower level of the house, overlooking the Via dei Soldati. This part of the house was built in the early years of the twentieth century on the main façade of the Palace, towards Via Zanardelli. Unlike the rest of the house this level consists of a series of small, low rooms that reflect the original medieval structure of the block, a series of terraced houses side by side.

The corridor, also called the passage room because it leads to several other rooms, the terrace, and the service rooms of the house, is cramped but is no less rich than the others.

Here, in fact, Praz used to eat his meals alone on the small table placed on a floor of polychrome marble in front of a window overlooking the rooftops of Rome.

On the staircase are two eighteenth-century wooden sphinxes. Along the walls are paintings of various types, collages of different fabrics, embroideries, and portraits. The most important painting is a view of Cava near Salerno by Anton Sminck Pitloo (1791-1837), a famous master of the Neapolitan School. Under it, on a small book cabinet, there are four wooden statues of Venetian manufacture representing the four seasons; they flank a display case with an Annunciation in polychrome wax.

 

statuine di manifattura veneziana in legno raffiguranti le quattro stagioni; In mezzo: teca con una Annunciazione in cera policroma.
Wooden statues of Venetian manufacture depicting the four seasons; In the middle: a case with the Annunciation in polychrome wax.

vista dalla finestra
View from the window

Camera da letto della figlia:

Dall’andito, su cui affacciano cinque porte, prendendo a destra si passa nella camera di Lucia.
Lucia, la figlia del collezionista, nata nel 1939, quando il padre venne ad abitare in questa casa era sposata, aveva ormai trent’anni, quasi tutti trascorsi con la madre Vyvian in Inghilterra, e non visse mai in questo appartamento; la stanza venne però ricomposta con gli stessi mobili che erano stati i suoi nella casa di via Giulia, compreso il letto a baldacchino e la culla Impero e tutto nel piccolo ambiente, dai giocattoli alla casa di bambole ai dipinti, rimanda a questa figura assente di bimba.

I dipinti alle pareti  hanno soggetti giocosi e fanciulleschi: giochi di saltimbanchi, una giovinetta con i canarini, delizioso dipinto della  pittrice francese Elisabeth Chaudet  (1767-1832), un gruppo di famiglia con molti bambini in un giardino, dei cagnolini ed il ritratto di due sorelline.

In questa camera troviamo anche due opere acquistate da Praz che le ricollegava alla figura della madre. Uno è una piccola e modesta scultura di terracotta colorata che rappresenta una donna seguita dal suo corteggiatore; la figura femminile è vestita secondo i dettami di una moda – il celebre “sellino”che evidenziava il posteriore dell’abito – che  nei ricordi d’infanzia del collezionista la madre aveva seguito nei suoi giovani anni.
L’altro è un dipinto, posto proprio dietro questa scultura, che rappresenta una Figura femminile in piedi accanto alla finestra, misterioso ed inquietante ritratto femminile eseguito da J. E. Saintin (1829-1894) che per la sua bellezza richiamava alla memoria di Praz la figura della madre, donna anch’essa assai bella; proprio grazie a questa suggestione sentimentale il collezionista aveva acquistato un dipinto di data così tarda -1870- rispetto a tutto il resto della sua collezione che cronologicamente spazia tra neoclassicismo e biedermeier ossia tra il 1770 e il 1850 .

Tra i vari arredi di questa stanza è notevole una piccola toilette stile Impero su cui è posata una copia ridotta del celebre marmo di Pradier (1792-1852) L’odalisca.

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Daughter’s bedroom

From the passage from which five doors open, turning right one passes into the chamber of Lucia.

Lucia, the daughter of the collector was born in 1939. When her father came to live in this house she was thirty years old and married, and had spent almost all of her life with her mother Vyvian in England. She had never lived in this apartment. The room, however, was reconstructed with the same furniture that had been in Praz’s house in Via Giulia, including the four-poster bed, the Empire cot, and everything else in the small room, from toys to a doll’s house. Even the paintings in the room refer to this absent child.

The paintings on the walls depict playful and childlike subjects: games, acrobats, and the like. There is a delightful painting of a young girl with canaries by the French painter Elisabeth Chaudet (1767-1832), as well as a group of families with many children in a garden, dogs, and a portrait of two little sisters.

In this room there are also two works purchased by Praz that remind us of the figure of the mother. One is a small and modestly-colored terracotta sculpture of a woman who is followed by her suitor; the female figure is dressed according to the dictates of fashion – the famous “saddle” which showed the back of her gown – which remained in the collector’s childhood memories of his mother.

There is another painting situated behind this sculpture, which represents a female figure standing by a window, a mysterious and disturbing portrait of women painted by J.E. Saintin (1829-1894). The beauty of this work reminded Praz of his mother, who was also a very beautiful woman. It was thanks to this sentimental reminder that the collector bought a painting of such a late date -1870 – compared to the rest of his collection, which ranges chronologically from Neoclassicism to Biedermeier, i.e. between 1770 and 1850.

Among the furnishings of this room is an Empire-style dressing table on which we can see a reduced-size copy of a famous marble odalisque by Pradier (1792-1852).

carte di cioccolatini, XIX secolo

Figura femminile in piedi accanto alla finestra, J. E. Saintin 1870
Il dipinto si colloca proprio accanto alla finestra e si configura come una delle due possibili alterative di vita della donna: sola e malinconica o sposata e soddisfatta (quest’ultima scelta è simboleggiata dal dipinto accanto).
Female figure at a window, J.E. Saintin, 1870
The painting is hung right next to the window. It admits of two possible interpretations about the woman’s life: either that she is lonely and melancholy, or married and satisfied. The latter choice is symbolized by the adjacent painting.

Sala da Pranzo:

Nella camera da pranzo, dalle pareti rosso pompeiano, predomina il mobilio inglese: il tavolo al centro della sala, la servante a sei gambe in stile Regency, il rinfrescatoio per il vino a forma di piccolo sarcofago, il mobiletto portaliquori e la cantoniera pensile dal fronte semicircolare.

Un soggetto inconsueto collega tra loro alcuni oggetti della stanza: la mongolfiera; alle pareti troviamo immortalato in un dipinto un incidente in mongolfiera, in uno specchio dorato è rappresentato invece sotto forma di nera silhouette il primo volo di una donna (M.me Blanchard) su di un pallone aerostatico,  avvenuto nel 1817 e, per finire, il lampadario –  a firma Thomire –  è a forma di mongolfiera, con luminosi pendenti in cristallo di rocca.

Alle pareti, come spesso in un analoghi ambienti, sono appese diverse nature morte e qualche paesaggio, mentre due inquietanti  statuine con il doppio profilo di uno scheletro e di una figura viva (declinate al maschile e al femminile) uniscono il tema della vanitas a quello del memento mori. Le due statuine hanno alle spalle una copia ridotta “La Giustizia e la Vendetta divina che perseguitano il Delitto” severo dipinto di Prud’hon, il cui originale è esposto al Louvre.

Più lieto invece il dipinto di un’allieva di Fragonard: Marguérite Gerard (1761-1837), che ritrae un gruppo di famiglia elegantemente abbigliato in un interno, una delle tante scene di conversazione presenti nella casa.

Nella nicchia di una delle pareti troviamo una vetrinetta colma di vetri e cristalli: il primo acquisto del giovane Praz a Firenze nel 1922, che doveva nelle sue intenzioni accompagnare il suo primo mobile Impero, un cassettone regalatogli dal patrigno, ma poi in seguito venduto.

Da notare un prezioso porta lavabo napoletano decorato con bronzi, completo di catino e brocca della Real Fabbrica Ferdinandea, con all’interno dipinta una veduta della Riviera di Chiaia.

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Dining room

In the Pompeian red of the dining room walls dominate the English furniture: the table in the middle of the room, the six-legged storage cabinet in Regency style, the cooler for wine in the form of small sarcophagus, the liquor cabinet, and the cantoniera hanging from semicircular front.

An unusual subject links together some of the objects in the room: the balloon. The walls are painted with a scene showing an accident in a balloon; in a gilded mirror is the black silhouette of the first balloon flight by a woman (Mme Blanchard), which occurred in 1817; and, finally, the chandelier – signed Thomire – is shaped as a balloon, with luminous pendants of rock crystal.

As in many similar rooms, the walls are hung with several still lifes and some landscapes. In addition, two disturbing figures, one male and one female, combine the double profile of a skeleton and a living figure, introducing the theme of vanitas and the memento mori. Near these two is a reduced-size copy of “Justice and Divine Vengeance persecute Crime,” a severe painting by Prud’hon, the original of which is in the Louvre.

A more cheerful painting is by a student of Fragonard, Marguerite Gérard (1761-1837), depicting an elegantly attired family group in an interior, one of the many scenes of conversation in the house.

In the niche of one of the walls there is a glass case full of glass and crystal: the first purchase of young Praz in Florence in 1922, which was purchased to accompany his first piece of Empire furniture, a dresser given to him by his stepfather, but then later sold.

Also of note in this room is a valuable Neapolitan bowl and pitcher set decorated with bronzes, and painted inside with a view of the Riviera di Chiaia. It is of the Royal Manufacture of King Ferdinand.

lampadario a mongolfiera firmato Thomire
Chandelier balloon signed Thomire

quadretti ricamati dallo stesso Praz
Squares embroidered by Praz himself.

mobile portaliquori

Ingresso di servizio:

Nell’ingresso di servizio tra i molti ritratti e due grandi armadi, ricompare una delle più sentite passioni di Mario Praz: quella per la Russia, ricordata attraverso una serie di busti degli Zar, Nicola I, Alessandro I e Caterina la Grande, collocati su di una libreria neogotica, una copia del ritratto dell’ “Imperatrice Elisabetta Alexeievna” eseguito dalla Vigée Le Brun, e un modellino della colonna monumentale eretta in memoria dello zar Alessandro I di fronte all’Ermitage a San Pietroburgo.

Sopra una delle porte di questo ambiente troviamo uno dei pochi oggetti ereditati da Praz: lo stemma con le insegne dei Conti di Marsciano ricamato sua madre, che apparteneva a quella casata. Poco più oltre, un ritratto del padrone di casa: Mario Praz come poeta laureato di Bruno Caruso, che lo realizza due anni prima della  morte del collezionista, accompagnato dalla scritta Et in arcadia ego, malinconico presentimento della fine della sua lunga esistenza. Esso è posto immediatamente dietro la scultura “Amore che spezza l’arco” di Tito Angelini, 1844, che fa da triste contrappunto a quell’altro “Amore in caccia” che avevamo veduto entrando nella casa. Due inconsueti strumenti musicali, una chitarra-lira napoletana ed un forte-piano verticale en giraffe austriaco sono collocati sulla parete accanto all’uscita.

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Secondary entrance

In the service entrance, among many portraits and two large closets, one of Praz’s deepest passions reappears: Russia, remembered through a series of busts of the Tsar, Nicholas I, Alexander I, and Catherine the Great, placed on a neo-Gothic library. Also on view here is a copy of Vigee Le Brun’s portrait of Empress Elizabeth Alexeievna, and a model of the monumental column erected in memory of Tsar Alexander I in front of the Hermitage in St. Petersburg.

Above one of the doors in this area we find one of the few objects which Praz inherited: the coat of arms with the insignia of the Counts of Marsciano embroidered his mother, who belonged to that lineage. A little farther on, a portrait of the master of the house: Mario Praz as poet laureate by Bruno Caruso, made two years before the death of the collector, inscribed Et in arcadia ego, a melancholy presentiment of the end of his long life. It is located immediately behind the sculpture “Love that breaks the bow” by Tito Angelini, 1844, which is the sad counterpoint to that other “Love in hunt” that we saw immediately upon entering the house. Two unusual musical instruments, a Neapolitan-style lyre and a piano decorated with giraffes, are placed on the wall next to the exit.

“Amore che spezza l’arco” di Tito Angelini, 1844

in alto a destra: stemma con le insegne dei Conti di Marsciano ricamato sua madre

modellino della colonna monumentale di fronte all’Ermitage a San Pietroburgo

forte-piano verticale en giraffe austriaco e chitarra-lira napoletana

 Mario Praz come poeta laureato di Bruno Caruso

Ingresso al secondo piano:
entrance to the second floor

Entrata principale:
main entrance

Lastra commemorativa posta nell’atrio dell’ingresso:


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