Chiesa del Gesù, Roma

 

La Chiesa del Gesù è una delle mie preferite a Roma perché contiene almeno due grandi meraviglie. La prima, più evidente, si trova sul soffitto: il teatrale sfondamento illusionistico del Gaulli. La seconda è invece meno nota perché per vederla bisogna recarsi in chiesa alle 17,30 di ogni giorno. E’ il fantastico marchingegno barocco, unico nel suo genere, che si trova nell’altare di sinistra.

I Gesuiti e i Farnese

La Chiesa del Gesù (il cui nome completo è Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina) è la Chiesa madre della Compagnia di Gesù e in essa si conserva la tomba del suo Fondatore, sant’Ignazio di Loyola. L’ordine fu riconosciuto ufficialmente da papa Paolo III Farnese (di cui parlai qui) nel 1540, che donò all’ordine un edificio destinato a diventare chiesa principale. Diversi architetti furono chiamati per la progettazione tra cui anche Michelangelo, che disegnò la prima pianta nel 1554, ma il suo progetto rimase solo sulla carta. Si trattava della prima chiesa costruita dopo il Sacco di Roma del 1527 e anche della prima costruita secondo i nuovi canoni decisi dalla controriforma come la divisione tra lo spazio riservato ai fedeli e quello del clero o la navata unica, per concentrare l’attenzione tutta sull’altare maggiore. Doveva essere il trionfo della religione cattolica e del clero di Roma.

Morto il papa, il progetto rimane incerto e i lavori verranno portati a termine dal nipote, il cardinale Alessandro Farnese che, attivissimo come mecenate, affidò nel 1568 il progetto a Jacopo Barozzi detto Il Vignola. Del resto l’architetto, che era ormai anziano e risiedeva a Roma da tempo, era diventato artista scelto dei Farnese e aveva per loro già realizzato Palazzo Farnese a Caprarola, Villa Gambara poi Lante a Bagnaia e poi realizzerà Palazzo Farnese a Piacenza e il Palazzo Farnese di Latera. Il suo progetto per la facciata però non fu accettato dal Cardinale e dai Gesuiti che preferirono quello di Giacomo della Porta. Al momento della dedicazione della Chiesa, nel 1584, il Vignola era morto da 10 anni.

Tiziano, Potrait of Pope Paolo III with his nephews Alessandro and Ottavio Farnese, 1546. Museo di Capodimonte.

Glory of the Mystical Lamb by Gaulli

Baciccio

L’idea profondamente barocca dell’arte come teatro si vive in questa chiesa più di ogni altra. Lo spettatore che guarda dal basso si ritrova completamente rapito e vorticosamente coinvolto in un’ideale ascensione verso l’alto. Regista dell’apparato pittorico è Giovanni Gaulli detto il Baciccia (o Baciccio), pupillo di Bernini. Arrivato da poco a Roma e già distintosi nella decorazione dei pennacchi della cupola di Sant’Agnese in Agone, incarico che ottenne grazie a Bernini, ottenne sempre grazie al maestro questo altro incarico importantissimo. In una cornice splendida di stucchi dorati si ammira la gloria del Nome di Gesù, che illustra il passo di S. Paolo che recita: «… nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore» (Fil 2,10). Nei pennacchi sono rappresentati personaggi dell’Antico Testamento. Nei transetti sono illustrati rispettivamente episodi della vita di S. Ignazio e di S. Francesco Saverio. Sempre del Baciccio sono la cupola, che illustra La gloria del Paradiso con santi e angeli e il catino absidale, decorato con la Gloria dell’Agnello mistico. Un effetto così potentemente prorompente si ottiene anche grazie alla concezione berniniana dell’unità delle arti ed ecco che la pittura si sovrappone agli stucchi, di Antonio Raggi, altro allievo del Bernini.

Gaulli è il contraltare pittorico di Bernini, l’unico che può competere con lui per libertà di espressione pur nella sostanziale affinità di linguaggio ed entrambi lontanissimi dal classicismo marattesco. Gaulli, pittore che veniva da Genova e valente ritrattista, con questa complessa opera, databile al 1670-80, può trovare raffronto solo con Pietro da Cortona (Il Trionfo della Divina Provvidenza a Palazzo Barberini) o Lanfranco (l’Assunzione della Vergine in Sant’Andrea della Valle), ma non con padre Andrea Pozzo, che in quegli stessi anni fu chiamato ad affrescare la volta di un’altra chiesa della Compagnia sempre a Roma, Sant’Ignazio. Pozzo, che era gesuita, ricorre ancora alla tradizione della quadratura, calcolata, macchinosa e per questo già attardata di fronte alle nuovisse trovate illusionistiche romane.

Triumph of the Name of Jesus by Gaulli

Triumph of the Name of Jesus by Gaulli (details of Demons)

Glory of Paradise by Gaulli

Cappella di Sant’Ignazio

Ad un vero e proprio spettacolo teatrale si assiste quando ci si reca in chiesa tutti i giorni alle 17,30 a seguito di un crescendo musicale di preghiera. Nella cappella a sinistra dell’altare centrale, quella dedicata a Sant’Ignazio, la tela dipinta inizia a scendere per mostrare così la statua del Santo in gloria, posta nella nicchia dietro il quadro stesso. E’ il trionfo del Barocco, l’arte che si fa teatro, molto più che nella cappella Cornaro di Bernini a Santa Maria della Vittoria.

A progettare l’altare fu padre gesuita Andrea Pozzo, che aveva già decorato l’altare di San Luigi Gonzaga e il soffitto a Sant’Ignazio, altra chiesa dell’ordine. L’altare è il trionfo della gloria del Santo la cui statua originaria, opera di Pierre Le Gros, venne fusa durante l’occupazione francese del 1798. Ne rimase soltanto la pianeta, cui agli inizi dell’800 furono adattate le parti mancanti, formate in stucco e quindi argentate. Il lavoro venne eseguito nello studio di Antonio Canova. Sotto l’altare un’urna di bronzo dorato, opera di Alessandro Algardi, conserva il corpo del Santo. In basso, ai lati delle colonne, ci sono due gruppi statuari, la Religione che flagella l’Eresia, di Pierre Le Gros e la Fede che vince l’idolatria, di J.P. Théodon. La balaustra bronza modellata come una sostanza schiumosa può dirsi già di gusto rococò.

Religion Overthrowing Heresy and Hatred by Le Gros

Chapel of Sant’Ignazio before the baroque show

Chiesa del Gesù video

video of the Baroque Show

Chapel of Sant’Ignazio after the baroque show

 Sacro cuore by Pompeo Batoni

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2 Commenti a “Chiesa del Gesù, Roma”

  • Aurore M.

    OMG ! It is breathtaking !!

    • Annalisa P. Cignitti
      Rocaille

      It is, dear friend. One of my favorite places in Rome.

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