Books and Happy New Year!

Happy New Year!

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Gli illustratori di d’Annunzio, Vito Salierno
Chieti, Marino Solfanelli editore, 1989

E’ una bellissima ricerca quella curata da Vito Salierno sugli artisti che hanno illustrato d’Annunzio. Da sempre molto attratto dall’illustrazione, il Poeta ideava lui stesso motti, ex libris o decori che poi faceva disegnare dai suoi amici artisti. Molti furono gli artisti italiani che si ispirarono a d’Annunzio o che con lui collaborarono per illustrare alcune sue opere. Questo libro racconta le vicissitudini tra il poeta e i vari artisti tramite lettere, scritti e disegni, da Francesco Paolo Michetti a Giuseppe Cellini e ovviamente passando per Giulio Aristide Sartorio, Adolfo de Carolis e altri ancora, come Duilio Cambellotti e Lorenzo Viani. Più volte mi ero interessata al rapporto tra d’Annunzio e le arti (vedi questo post e questo) ma questo libro mi sembra essenziale.

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Dreamers of Decadence, Philippe Jullian
Praeger Publishers, 1974

I cultori della decadenza conosceranno bene Philippe Jullian, scrittore francese, illustratore, storico dell’arte ed esteta che finì in modo triste. Scrisse molti libri, sulla belle epoque, sullo stile secondo impero francese, sull’art nouveau e su vari personaggi come Sarah Bernhardt, Robert de Montesquiou, D’Annunzio, Violet Trefusis. Questo libro uscì per la prima volta in francese nel 1969 col titolo Esthétes et Magiciens, dopodiché arrivò anche la versione inglese col titolo Dreamers of Decadence, ma in italiano non è mai stato tradotto.
La dedica è: “To Professor Mario Praz” ed è naturale perché senza “La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica” questo libro non sarebbe potuto esistere. Mentre Praz analizza i temi della decadenza nella letteratura, Jullian lo fa nell’arte francese tra il 1890 e il 1910. Ne esce fuori una bibbia imprescindibile per chi ama l’arte simbolista, un’analisi divisa per tematiche in cui si confrontano artisti più e meno noti e che, per la prima volta, venivano considerati da uno storico dell’arte (era il 1969). Jullian riesce a fare quello che mai è stato fatto per l’arte italiana della fine del XIX secolo, restituendo il milieu culturale in cui si muovevano esteti e maghi.

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Il Vampiro, Ornella Volta
Milano, Sugar, 1964

Non è stato facile trovare la versione italiana del libro più curioso di Ornella Volta (personaggio di per sé sopra le righe). Il Vampiro, di cui è molto più diffusa la versione francese, pubblicato in Italia nel 1964, tratta sì di una figura leggendaria come il morto vivente, ma lo fa come se fosse un’analisi sociologica e per certi versi del gusto. L’autrice procede elencando una serie di argomenti in cui mette in relazione fatti realmente accaduti, citazioni, storie, usanze di diverse civiltà e culture, al fine di mettere in evidenza quelle che sono le costanti del mito del vampiro.
L’intuizione brillante della Volta è di collegare il vampiro ad un bisogno sessuale: “il vampiro è, prima di tutto, una creazione erotica. La vittima, soggiogata, ipnotizzata dal suo seduttore, lo vede come un mostro irresistibile”, dice nell’introduzione. Ne viene fuori, quindi, un’interpretazione psicanalitica che tiene conto anche delle patologie sessuali e della psicopatologia criminale. Un trattato di seria ricerca e al contempo una raccolta di aneddoti, che lascia al lettore l’ultima parola.

Per una recensione migliore rimando a questo articolo di Fabio Camilletti su Mattatoio n°5  

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“Il Gattopardo” e “I racconti”, Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Feltrinelli

Non è certo una gran scoperta segnalare un libro famoso come “Il Gattopardo”, capolavoro e unico romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, reso ancora più famoso dal film che ne trasse Visconti nel 1963. La storia è discontinua e ambientata durante il Risorgimento e l’Unità d’Italia. Descrizioni di momenti molto precisi, con tanto di date e riferimenti storici, che danno però l’idea del tempo lungo, visto attraverso una prospettiva di lontananza. I personaggi che circondano il protagonista, il Principe di Salina ovvero il Gattopardo, si trovano a vivere nel mezzo di eventi storici che presto cambieranno la loro società, il loro stato di cose, pur sapendo che “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”
Lampedusa li osserva nei minimi dettagli, anche perché molti dei momenti che descrive sono suoi ricordi, e scende talmente nel particolare da ricostruire palazzi, arredamenti, vestiti, cibi. Così il suo romanzo diventa anche un canto alla Sicilia, vista attraverso gli occhi di un siciliano che ne percepisce i limiti, le miserie e vive sulla sua pelle la decadenza di un mondo che sta per morire.

Nato a Palermo nel 1896 Tomasi di Lampedusa fu uno degli ultimi rappresentati della vecchia aristocrazia siciliana. Schivo, taciturno e solitario scrisse pochissimo e il suo unico romanzo fu pubblicato un anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1957. Frequentò poco la mondanità siciliana, ma conosceva benissimo tutti gli intellettuali conterranei: il poeta Lucio Piccolo, suo cugino, Gioacchino Lanza Tomasi, che poi divenne esperto musicologo, Francesco Orlando, poi critico letterario.
Scrisse anche quattro racconti, tra cui uno bellissimo, “La Sirena”, l’unico di cui esiste anche la registrazione con la voce dell’autore mentre lo legge.

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L’esequie della Luna e alcune prose inedite, Lucio Piccolo
Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1996

Non penso di sbagliare quando dico che Lucio Piccolo è davvero sconosciuto. Poeta e personaggio eccentrico, visse tutta la vita nella sua villa a Capo d’Orlando insieme a suo fratello Casimiro, pittore, e sua sorella Agata Giovanna, botanica. I tre erano cugini di Tomasi di Lampedusa, perché le loro madri erano sorelle. Scelsero di segregarsi dal mondo e vissero tagliati fuori dalla realtà e senza interessarsi minimamente agli avvenimenti contemporanei. I tre svilupparono così propensioni diverse: Lucio fu sempre attratto dalla parola e la poesia fu il suo linguaggio di espressione, Casimiro amava disegnare folletti e fate, Agata Giovanna curava le piante e i fiori del loro giardino. I due fratelli soprattutto si fecero ricettori di un mondo lunare, quello dei morti, che credevano di vedere e sentire durante la notte.

Lucio fu scoperto come poeta da Eugenio Montale, che rimase folgorato nel leggere le 9 liriche che gli inviò nel 1954. Nonostante l’interessamento di Montale, Lucio Piccolo non divenne famoso e ritornò alla sua vita solitaria. Pubblicò altre raccolte: nel 1956 Canti barocchi e altre liriche, cui seguì nel 1960 Gioco a nascondere e nel 1967 Plumelia, ora tutti introvabili e mai ristampati. La poesia di Piccolo è una visione barocca, musicale, rivelatrice, che scaturisce da suggestioni oniriche, spesso nate nella notte. Va da sé che rimase isolata nel panorama letterario degli anni cinquanta – sessanta, perché non c’era niente di più diverso da ciò che allora era in auge ovvero l’ultimo neorealismo e la prima neoavanguardia.

“Le esequie della luna e alcune prose inedite” è una delle ultime cose che Lucio Piccolo scrisse ed è l’unico libro che sono riuscita a trovare ancora in commercio. Si tratta di brevi prose liriche e un piccolo racconto “Le esequie della luna” in cui si narra che, ad un viceré spagnolo, viene annunciata la caduta della luna nel suo reame. Il racconto avrebbe poi dovuto essere trasposto in una rappresentazione teatrale, con musiche di Malipiero e costumi disegnati da Fabrizio Clerici. Il poeta però morì nel 1969 e ogni progetto fu lasciato incompiuto.

Il principe mago, Bent Parodi
Roma, Tipheret, 2013

“Il principe mago” è l’unico libro che racconta la storia di Raniero Alliata di Pietratagliata. Principe del Sacro Romano Impero, fu un personaggio eccentrico, interessato all’occulto, pittore ed entomologo. In questo libro viene descritto attraverso i ricordi dell’autore, che lo conobbe e lo frequentò sin da piccolo. Difficile da classificare, due cose gli interessavano massimamente: gli insetti, che raccoglieva e catalogava, e l’occulto, a cui si dedicava tutte le notti e da cui deriva il suo soprannome di Principe Mago. Per questo conobbe anche i Piccolo, sebbene avevano visioni diverse. Raniero era superbo, sicuro della superiorità del suo sangue, amante delle donne e dedito solo allo studio dei suoi interessi; i Piccoli invece, più crepuscolari, si facevano guardiani di voci notturne. Nella loro diversità, entrambi possono dirsi ultimi rappresentate di un mondo aristocratico siciliano giunto al suo tramonto verso gli anni ’60-’70. Raniero visse quasi interamente segregato nella sua villa a Palermo, un gioiello neogotico in via Serradifalco, che abitò sin dal 1925, dopo una forte perdita al gioco e fino alla morte, avvenuta nel 1979.

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La Cripta dei Cappuccini, Joseph Roth
Gli Adelphi, 1989

Interessandomi alla letteratura austriaca di fine secolo, dopo il mio viaggio a Vienna, ho scoperto Joseph Roth, che può a ragione chiamarsi il cantore della decadenza viennese. Tutti i suoi libri non sono altro che il dramma vissuto dell’autore di fronte alla decadenza e al progressivo disfacimento dell’Impero austro-ungarico, che lo scrittore segue da prima della guerra mondiale fino al nazismo. Questo romanzo, La Cripta dei Cappuccini, si configura come ideale proseguo del precedente “La marcia di Radetzky”, ugualmente famoso. Narratore lento, per certi versi ancora ottocentesco, racconta in questi romanzi le vicende della famiglia Trotta, della quale segue ora l’uno ora l’altro personaggio.

Protagonista de “La Cripta dei Cappuccini” è il giovane Francesco Ferdinando Trotta, prima e dopo la guerra. Trotta è l’ultimo erede della casata dell’ “eroe di Solferino” e sente il peso di questo destino. Pubblicato nel 1938, la storia è ambientata durante il periodo della I guerra mondiale. Trotta è un giovane spensierato che vive la Vienna dell’aristocrazia benestante, perdendo le notti nei caffè e nei teatri. Allo scoppio della guerra scatta però in lui il bisogno di arruolarsi, sentendo come una necessità quella di difendere l’Impero minacciato. Catturato, finirà in Siberia e in questo lungo periodo lontano dalla capitale si troverà a considerare nuovi valori. Tornato a Vienna si accorgerà che tutto è cambiato, che l’antica aristocrazia, di cui sua madre è simbolo, sta per scomparire, sconfitta dalle nuove classi sociali. E’ un romanzo di osservazione, l’azione è spesso solo ricordata e questo concorre alla lentezza, alla riflessione. Il protagonista guarda quello che gli accade intorno e guarda anche se stesso, accorgendosi alla fine del romanzo di essere rimasto solo. Il rifugio, appunto, è la Cripta dei cappuccini, il luogo in cui a Vienna sono sepolti gli imperatori d’Impero Asburgico ormai caduto.

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Fantasmagoriana, a cura di Fabio Camilletti
Nova Delphi Libri, 2015

Fantasmagoriana è davvero un gioco di libri nei libri. Si tratta di otto racconti scritti da autori tedeschi verso la fine del ‘700. Sono storie in cui l’horror è ancora ingenuo, stentato, sa volte anche un po’ buffo. Il titolo viene da Fantasmagoria, un tipo di spettacolo di illusionismo in cui si cercava di stupire e impaurire gli ospiti dei buoni salotti europei con giochi di lanterne magiche, luci, immagini e suoni. Questi racconti furono  poi pubblicati in francese a Parigi nel 1812, grazie al geografo Benoît Eyriès, in un clima già preromantico. E’ questo il libro di german stories che forse leggevano Lord Byron, John Polidori, Percy Bysshe e Mary Shelley durante le notti di Villa Diodati nel 1816. Il gruppo di letterati inglesi si trovò costretto a passare buona parte del loro soggiorno in Svizzera chiusi nella villa in cui erano ospitati, per colpa di un maltempo che sembrava non finire. Per far passare quelle lunghe giornate il gruppetto si ingegnò nello scrivere racconti di mostri e fantasmi ed è così che vennero fuori i capisaldi dell’horror Il vampiro di John Polidori e Frankenstein di Mary Shelley.

Questa raccolta di storie tedesche, che era rimasta sempre in ombra, è stata tradotto dopo quasi duecento anni per la prima volta in italiano. Il libro è stato curato da Fabio Camilletti (che per questo blog ha scritto anche un articolo), professore di letteratura anglosassone e con il pallino per i romanzi horror, è il campione della ghost story inglese. Fantasmagoriana, in sé, è un libro non eccezionale, specie per un lettore del 2015 che è abituato a ben altre sofisticazioni, ma l’introduzione del curatore gli dà uno spessore maggiore. Camilletti fa una lunga analisi non solo di Fanstamagoriana ma della storia gotica in sé. Ce la presenta come esempio di meccanismo che sta a metà tra illusione e verità, che da una parte cela dall’altra rivela e che questa è poi l’essenza base di qualsiasi finzione letteraria. Da qui la riflessione si allarga fino a considerare la natura stessa del gotico, ovvero un trovare piacere nel racconto, che si collega all’intimo desiderio di credere che quanto si racconta sia vero, rianimando una regressione infantile verso la credulità di prodigi e meraviglie. Lettura piacevolissima e immancabile per un cultore di letteratura nera.

Processed with VSCOcam with p5 presetMini Grillo FIAM
(Grazie a Vittorio Livi, che mi ha permesso di visitare la sua Villa Miralfiore)

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Il Fauno Biondo, Emanuele Bardazzi
Roma, Officine Vereia, 2010

In mezzo a libri dai toni rossi metto questa interessante e unica biografia in italiano dell’artista tedesco Otto Greiner. Attento e curato è il percorso biografico, confrontato sempre con l’ambiente culturale coevo, Bardazzi ricostruisce la storia dell’artista e analizza le sue influenze. Corredato da tutte le illustrazioni e le incisioni di Greiner, tra cui il famoso ciclo sulla donna, questo piccolo libro finisce per essere un utilissimo vademecum sull’arte simbolista tedesca di inizio ‘900.

Processed with VSCOcam with hb1 presetGrazie a al pittore David Dalla Venezia per il catalogo della sua mostra Palingenesis alla Greskewitz Kleinitz Galerie di Amburgo

Processed with VSCOcam with hb2 presetSEMPER IMMOTA FIDE EX LIBRIS GIANNI MANTERO
questo piccolo ex libris è un disegno dell’artista italiano molto dimenticato Raul dal Molin Ferenzona

Processed with VSCOcam with hb2 presetil borsello di stelline adatto ad un’atmosfera occulta (in realtà è di Zara)

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Processed with VSCOcam with hb2 presettulipani e tuberose nella mia libreria

Processed with VSCOcam with g3 presetregali natalizi e libri ancora da leggere


Aesthete. Art historian & blogger. Content creator and storyteller. Fond of real and virtual wunderkammer. Founder and main author of rocaille.it.

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