Tessiture Luigi Bevilacqua, Venezia

Venezia e la seta, un binomio antico che si disperde nell’Oriente. L’attrazione per il colore, intrecciato con fili metallici di oro e argento, ha bisogno dei riflessi cangianti dell’acqua per risplendere, ma è certamente il contatto con l’Oriente che dà il primo impulso a questa produzione. In quanto città mercantile privilegiata per la posizione marittima, Venezia diventa la principale commerciante di tessuti pregiati, prima tramite Bisanzio poi con la Cina tramite Marco Polo. E’ così che, col tempo, in città si inizia ad avvertire un certo interesse anche per la produzione di seta greggia e per la sua tessitura.
E’ quindi stupefacente trovare un’azienda di tessuti che esiste sin dal 1499 e che realizza ancora oggi broccati, lampassi e velluti con telai originali del Settecento. Le tessiture Luigi Bevilacqua sono un grande esempio di arte decorativa, che resiste ai cambiamenti dei tempi. Alberto Bevilacqua mi accoglie nella sua sede a Santa Croce e mi racconta la sua storia.

La storia dell’azienda

Le tessiture Bevilacqua sono antiche, forse esistevano già prima del 1499 così come ci attesta un cartiglio dipinto nel quadro “San Marco trascinato nella sinagoga” di Giovanni Mansueti, allievo di Gentile Bellini. Il cartiglio elenca i nomi dei committenti, tra cui c’è anche un “Giacomo Bevilacqua, Tessitore”.
La storia della moderna manifattura però inizia con Luigi Bevilacqua (1844 – 1898) il quale, insieme ad un socio, dà alla produzione la forma aziendale. Viene comprato un palazzo che avrà funzione di sede: si tratta di una vecchia scuola della seta della Serenissima in Fondamenta San Lazzaro, abbandonata dopo il decreto napoleonico del 1806. Luigi e il suo socio vi trovarono inaspettatamente tutti gli antichi telai appartenuti alla scuola: sono 18, tutti originali del Settecento, gli stessi che vengono utilizzati ancora oggi nella sede di Santa Croce. Già nel 1892 la sede viene trasferita a Palazzo Labia, segno che gli affari stando andando molto bene, mentre nel frattempo l’azienda passò nelle sole mani di Luigi Bevilacqua e dei suoi tre figli Vincenzo, Antonio e Angelo. Sono questi gli anni in cui Bevilacqua inizia ad essere conosciuto nel mondo, grazie alla partecipazione alle Esposizioni Internazionali come quella di Bruxelles, alla quale ottiene la medaglia d’oro nel 1911; a Torino nel 1928 si aggiudica il Gran Premio e a Barcellona nel 1929 il Diploma d’Onore.

Il legame con Venezia

Tessuti sontuosi come i velluti, i broccati, i damaschi, i lampassi e rasi Bevilacqua sono unici perché hanno la stessa qualità di quelli di un tempo, poiché fatti con le stesse tecniche, sugli stessi telai e con motivi provenienti da secoli. Questo li ha resi tessuti preziosi e di lusso, adatti ad essere usati in dimore di rappresentanza e chiese. E’ interessante notare come molti tessuti Bevilacqua possono oggi vedersi anche all’interno di molte chiese di Venezia: il tessuto soprarizzo Colonne, per esempio, un velluto preziosissimo perché intrecciato con fili d’oro, ancora oggi in occasione della festa della Madonna della Salute (ogni 21 novembre) ricopre le colonne della Basilica della Salute. A Santa Maria del Giglio, accanto a quadri preziosi tra cui l’unico di Rubens a Venezia (la Madonna col Bambino e San Giovannino) si trovano anche due velluti soprarizzo di Bevilacqua con varietà di fiori, acquistati negli anni Trenta del Novecento. Anche un altro luogo fondamentale per Venezia poteva vantare tessuti Bevilacqua: si tratta del teatro La Fenice, per cui fu prodotto nel 1937 il damasco “Fenice” per le tende delle sale apollinee, purtroppo distrutte dall’incendio del 1996. Completamente distrutto dai bombardamenti fu anche il transatlantico Conte di Savoia, varato nel 1931, con i velluti soprarizzo “Giardinetto” e “Rinascimento”, scelti per l’arredamento del sontuoso Salone Colonna.

I disegni: dal Quattrocento agli anni Venti

La ricerca dei disegni è attenta e raffinatissima: vedendo i tessuti si pensa, come prima cosa, ai motivi decorativi tipici del Cinquecento e del Seicento, ma l’ispirazione si spinge anche ad epoche più antiche. Per esempio il motivo con i leoni rampanti proviene addirittura dall’arte sasanide ed era usato anche sugli sciamiti, i primi tessuti prodotti a Venezia. Dal Quattrocento viene il motivo “a cammino”, che presenta delle grandi foglie lobate, poste in orizzontale e con al centro la melagrana. Poi ci sono tessuti con motivo “a griccia”, tipico del XV secolo, in cui figure vegetali come fiori di cardo e di loto, melagrane, pigne e tronchi si alternano. Dalla moda delle cineserie nel Settecento nasce il “motivo bizarre”, fatto di figure fantastiche e intrecci incomprensibili. C’è anche un disegno di un velluto che richiama le tessere di un mosaico, sul quale s’intrecciano steli e foglie rossi, a formare dei medaglioni contenenti vari animali: l’ispirazione sono i mosaici di Ravenna.

Molto più interessante sono però i motivi moderni, ovvero creati negli anni ’20 e ’30 in collaborazione con artisti dell’epoca. Sono questi gli anni in cui le Tessiture Bevilacqua costruiscono i loro nome e la fama di tessitori di eccellenza e iniziano la collaborazione con alcuni artisti contemporanei. L’architetto Mario Romano disegnò un motivo decò per il velluto per la sede della compagnia aerea Ala Littoria (oggi Alitalia); altro motivo decò è realizzato dall’architetto svedese Carl Bergsten per il teatro di Goteborg in Svezia (oggi Alberto me ne mostra un frammento conservato nella sede di Santa Croce); lo stesso velluto è stato scelto, all’inizio degli anni 2000, dal Getty Museum di Malibù.

Bevilacqua inizia ad avere un contatto privilegiato con la Svezia, iniziato già negli anni ’20, anche in seguito al matrimonio di Cesare Bevilacqua (nonno degli attuali proprietari) e la contessa svedese Glenny Charlotte von Redlich. Sua amica era l’artista Maja Sjöström, che nel 1924 si trasferì a Venezia dove iniziò una proficua collaborazione con la famiglia dei tessitori. Maja fu una raffinata artista tessile, che affonda le radici della sua espressione artistica nell’art nouveau. Da qui provengono le linee curve e l’attenzione al mondo floreale, che fonde ai paesaggi e al mondo di miti e leggende della cultura svedese. Già attiva in patria, sarà però la collaborazione con i Bevilacqua a determinare la sua espressione artistica più matura. Disegnerà il lampasso detto “Three Crowns”per l’arredamento della sala delle Tre Corone (da cui il nome Three Crowns) e la Sala del Consiglio del Municipio di Stoccolma. Suo è anche il motivo vegetale che caratterizza il Lampasso Svezia e il Broccatello Copenhagen, sempre per il Municipio di Stoccolma, nonché disegno per il lampasso “Angeli”, sempre per il Municipio di Stoccolma, il cui disegno naïve e medievaleggiante si fonde alla grazia nouveau.

I tessuti Bevilacqua oggi 

Oggi l’azienda Bevilacqua lavora per grandi commissioni, soprattutto di palazzi reali o residenze politiche di grande rilevanza, a cominciare dalla Casa Bianca, che nel 1950 gli commissiona un velluto giallo su fondo oro che, da allora, viene chiamato appunto velluto “Casa Bianca”. Nel 1953 Cesare Bevilacqua viene nominato “Fornitore Pontificio”, ancora ai nostri giorni i loro tessuti vengono richiesti per commissioni speciali da parte del papa. Negli anni ’80 sono i reali svedesi a scegliere di persona le stoffe per il palazzo reale di Stoccolma; altre case reali che sceglieranno Bevilacqua per arredare le loro dimore sono il Palazzo Reale del Kuwait, il Konstantinovsky Palace di San Pietroburgo, il Cremlino a Mosca, la Casa Reale Saudita e la Casa Reale Omanita.
I tessuti sono oggi richiesti e usati anche per l’alta moda: Gucci, Prada, Dolce e Gabbana, ma già negli anni ’50 Roberta di Camerino usò i tessuti Bevilacqua per la borsa “Bagonghi”, usata anche da Grace Kelly e la regina Luisa di Svezia, sempre negli stessi anni, si fece realizzare un vestito con il lampasso “Svezia”. Oggi la collaborazione con la stilista Chiara Pizzinato porta avanti anche questa produzione, usando i disegni di Maja Sjöström per borse, vestiti, stole e cappotti.
Nella sede di rappresentanza a Santa Croce, dove sono state realizzate queste foto, sono conservati più di cinquemila disegni, da quelli più antichi ai moderni, oltre ai telai storici e ad una sala dedicata all’esposizione che dà direttamente sul Gran Canale. Il regno di Bevilacqua si fonde con Venezia.

 

Ringrazio Alberto Bevilacqua.

Sito ufficiale: luigi-bevilacqua.com

I telai:

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I tessuti:rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-veneziarocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (16)rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (21) rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (22) rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-veneziasinistra: Soprarizzo Grottesche
destra: abiti Dolce e Gabbana con velluto Bevilacqua
rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (23)Bevilacqua per Prada e Gucci

rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (20)rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-veneziaBevilacqua per Gucci

rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-veneziarocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (34)Uno dei disegni di Maja Sjöström

rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezialampasso “Three Crowns” disegno di Maja Sjöström
rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (36)disegno di Maja Sjöström
rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-veneziarocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (28)motivo Walls, ispirato alla facciata del Madison Belmont Building a New York

rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (32)al centro: Soprarizzo Metropolis

rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezialampasso “Angeli”, disegnato da Maja Sjöström per il Municipio di Stoccolmarocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (30)l’affaccio sul Gran Canalerocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (2)ciò che resta della stoffa utilizzata per il teatro di Goteborg in Svezia su disegno di Carl Bergsten rocaille-blog-tessiture-luigi-bevilacqua-venezia (33)


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