Le muse di Anticoli Corrado

 

Anticoli Corrado, un paesino poco distante da Roma, è stata una tappa obbligatoria per quasi tutti gli artisti italiani e stranieri tra la fine dell’Ottocento e soprattutto nel Novecento. Veniva chiamato “il paese delle modelle”, tanto era particolare la bellezza delle sue donne. Quel fascino selvaggio, evocativo di una bellezza esotica che si dice derivasse dalle origini saracene della popolazione, le rese interessantissime per pittori e scultori.

La mostra “Le muse di Anticoli Corrado”, curata da Manuel Carrera e tutt’ora in corso presso il museo di Anticoli, ci restituisce oggi l’identità di quelle modelle. Non si tratta infatti di donne anonime, fatte posare per il loro costume tradizionale che tanto attraeva gli artisti, soprattutto del nord Europa, in cerca di scorci folkloristici e un po’ da cartolina.
Queste donne, intessendo rapporti sentimentali con gli artisti o diventando artiste esse stesse, seppero fare della loro professione di modelle un motivo di emancipazione, diventando vere e proprie protagoniste dei fatti artistici in cui si erano ritrovate quasi per caso.

Le opere e le trame

Le opere esposte, oltre alla raffigurazione della bellezza in sé, celano storie che questa mostra ha ricostruito pazientemente e rivelato per la prima volta.

E’ il caso di Lina Ciucci, la giovane donna ritratta di profilo in un disegno appena abbozzato da Adolfo de Carolis, che diventerà suo marito. Sua sorella era Pierina Ciucci, anche lei presente in mostra ritratta sia da giovane, da Attilio Selva (Ritratto della Principessa Brancaccio, 1919 ca.), sia da signora matura nel busto di Lidia Franchetti (Ritratto della Marchesa Pierina Navarra-Viggini, 1941 ca.). Non possiamo riconoscerla dal nome perché la modella del piccolo paese divenne prima principessa, sposando il principe Carlo Brancaccio e, dopo la di lui morte, marchesa, sposando Franco Navarra-Viggiani.
Le più famose modelle di Anticoli erano però le sorelle Toppi, una delle quali, Natalina, sposò proprio lo scultore Selva. Il suo volto è presente in mostra in un ritratto scultoreo del marito (Mia moglie, Natalina 1921), che la ritrae in un’espressione di enigmatica compostezza.
E’ Angelina Toppi però la più ammirata: è la donna del dipinto dell’artista ceco Oskar Bràzda (Angelina Toppi, 1921), esposto qui per la prima volta, un ritratto di prorompente vivacità cromatica in cui la donna, dai forti lineamenti mediterranei, posa avvolta da uno scialle esotico con fiori e pappagalli che è già tutto decò. La stessa Angelina sposerà poi un artista, lo scultore Domenico Ponzi e diventerà la sua musa. In mostra appare ancora nel busto Ritratto della moglie di Ponzi, dove la donna assume la gravità di una matrona romana.
Più triste è la storia dell’altra sorella Candida Toppi, angelica già dal nome, che sposò il pittore Pietro Gaudenzi. Divenne la sua musa e rimase tale anche dopo la sua morte, avvenuta prematuramente 10 anni dopo il loro matrimonio. Gaudenzi la trasformerà in immagine devozionale, il suo viso assorto e malinconico non è più di questo mondo, lo sguardo è oltre (intenso il pastello a sfondo nero Ritratto di Candida Toppi, 1912). I suoi lineamenti, che si possono vedere benissimo anche in molte fotografie, ricordano lontanamente Jane Burden, la musa di Rossetti, con quei capelli neri, i tratti decisi e lo sguardo un po’ triste. Candida è presente in mostra ritratta dal marito mentre tiene in braccio suo figlio. Gaudenzi chiamerà questa tela Il quadro interrotto (1920) perché rimase incompiuto a causa della morte di Candida, vi aggiungerà più tardi un’aureola e lo incastonerà in una cornice dorata con sportelli, trasformandolo in un’icona votiva. L’incompiuto dona all’immagine tutta l’inconsistenza dello spirito e mi ricorda per delicatezza un’altra maternità incompiuta per morte, quella di Ford Madox Brown (‘Take your Son, Sir’, 1851–92). Quasi a voler congelare l’immagine della moglie in una icona sacra, intraprenderà altre ricerche artistiche, fatte di una pittura più solida come possiamo vedere nell’altra sua opera in mostra Maternità. Sposerà infatti sua cognata, ovvero Augusta, che diventerà per lui la musa di questa nuova pittura.
Tutte le sorelle Toppi, tranne una, hanno sposato artisti: Alberta, il pittore Aldo Zauli e presente in mostra con il busto ad opera del cognato Selva (Ritratto di Alberta, 1919) e Margherita, che sposò lo svizzero Paul Osswald (Ritratto di Margherita Toppi, 1917). Margherita si trasferirà poi con lui in Svizzera, dove diventerà lei stessa pittrice fino a superare la fama del marito. Una storia simile è quella di Pasquarosa Marcelli (Nino Bertoletti, Ritratto di Pasquarosa 1940-45), che da modella diventa pittrice, dopo il matrimonio con il pittore Nino Bertoletti.
Anche il figlio di Luigi Pirandello, Fausto, sposò un’anticolana. Si chiamava Pompilia d’Aprile ed è presente in mostra già anziana, raffigurata a circa cinquant’anni col figlio Pierluigi. Sono infatti queste le opere più recenti della mostra (Madre e figlio, 1949; Ritratto di Pompilia in giallo 1955; Ritratto della moglie Pompilia 1950-60), ormai lontane dalla figurazione anni ’20 e ’30, testimoniamo una pittura di tutt’altra epoca.

In questa atmosfera appare quanto mai pertinente l’inserimento di un’opera dell’artista vivente Fabrizio Pompili, specializzato nella fiber art, creata appositamente per questa mostra e per questo museo. Intitolata “Abitata in dialoghi”, l’opera è una struttura irregolare di corda colorata che accoglie chi entra. E’ nata dall’incontro dell’artista con 28 donne di Anticoli, ad ognuna delle quali è stato chiesto di donare un suo indumento. Pompili ha poi usato questi vestiti per avvolgere le corde che costituiscono la rete, creando intrecci di vite, di ricordi, di esperienze non più divisibili. L’essenza intimamente femminile, ma anche la discrezione con cui quest’opera entra in contatto e si integra con quelle antiche, creando non una separazione ma un collegamento, è come se rendesse visibili quei legami che i dipinti hanno tra loro.

Il museo di Anticoli

Da tempo seguivo il lavoro dello storico dell’arte Manuel Carrera, che da quasi 3 anni si trova alla guida come direttore del piccolo ma importante Museo di Anticoli. Un museo nato dagli artisti i quali, dopo aver trascorso brevi e lunghi periodi nel paese, hanno poi donato le loro opere in segno di riconoscenza, le stesse opere che poi sono state raccolte nel museo. Non si tratta di nomi secondari ma di artisti come Sartorio, De Carolis, pittori della Secessione Romana che si incontravano a Roma al Villino Strohl Fern e poi Fausto Pirandello, Armando Spadini, Arturo Martini, che realizzò la fontana della piazza principale e moltissimi altri artisti internazionali.

“Le muse di Anticoli Corrado” è la terza ed ultima mostra di quest’anno, dopo quella su Otto Greiner e su Sergio Selva. Questa però è forse la più bella, non solo perché emotivamente più ricca, ma anche perché si configura come una sorta di omaggio di Carrera ad Anticoli. Duranti gli anni di guida del museo ed entrando in contatto con i parenti di alcuni degli artisti che si erano stanziati ad Anticoli, Carrera ha potuto raccogliere storie, ricordi, aneddoti, foto di famiglia, dipinti, disegni che ha conservato per lungo tempo fino a rivelarli per questa mostra.

Le Muse di Anticoli Corrado:
ritratti e storie di modelle anticolane da De Carolis a Pirandello
a cura di Manuel Carrera
8 settembre – prorogata al 7 gennaio 2018
Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Anticoli Corrado (Roma)
catalogo De Luca Editori

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l’opera di Fabrizio Pompili “Abitata in dialoghi”, 2017rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-fabrizio-pompili-30rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-37rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-adolfo-de-carolis4Adolfo De Carolis, Ritratto di Lina Ciucci, 1900-1910 ca.rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-36rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-23Edward Okun, Vittoria, 1905-07 (dettaglio)rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-35rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-6Paul Osswald, Ritratto di Margherita Toppi, 1917rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-7Attilio Selva, Ritratto della Principessa Brancaccio, 1919 ca.
Lidia Franchetti, Ritratto della Marchesa Pierina Navarra-Viggini, 1941 ca.
rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-16rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-pasquarosa-8Nino Bertoletti, Pasquarosa con il cappello nero, 1914rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-pasquarosa-9Nino Bertoletti, Ritratto di Pasquarosa, 1940-5 ca.rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-oskar-brazda-2rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-domenico-ponzi-12Domenico Ponzi, Ritratto della moglie (Angelina Toppi), 1925 ca.rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-oskar-brazda-1Oskar Bràzda, Angelina Toppi, 1921rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-42Pietro Gaudenzi, Il quadro interrotto, 1920 ca.rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-pietro-gaudenzi-12rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-33rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-domenico-ponzi-10 Domenico Ponzi, Anna, 1953rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-domenico-ponzi-11rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-41rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-pietro-gaudenzi-14Pietro Gaudenzi, Ritratto di Candida Toppi, 1912rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-domenico-ponzi-14 Domenico Ponzi, Giovanna, 1927rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-domenico-ponzi-13rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-40 rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-21Carlo Romagnoli, Luisa Ciaccia, 1930rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-39 rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-22Domenico Ponzi, Gina Pagnotta, 1944rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-38Fausto Pirandello:
Madre e figlio, 1949
Ritratto di Pompilia in giallo, 1955

rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-pietro-gaudenzi-13 Pietro Gaudenzi, Maternità, 1932rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-43rocaille-blog-le-muse-di-anticoli-corrado-26

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