Dimora Del Prete, un b&b in un palazzo storico di Venafro

Dove: via Cristo 49, Venafro (Molise)
Website: www.dimoradelprete.com

Il Molise esiste e nasconde alcune perle insospettabili. E’ il caso di Palazzo Del Prete Belmonte, che ho scoperto mentre cercavo un luogo in cui dormire a Venafro, cittadina molto graziosa in provincia di Isernia. Il Palazzo si trova nel centro storico, non ha un’ingresso monumentale come una piazza o un grande cancello, anzi si confonde molto bene tra le strette stradine di quello che era il nucleo medievale.

La storia

La famiglia Del Prete Belmonte, infatti, lo costruì a partire dal 1860 recuperando alcuni edifici cinquecenteschi e demolendone parzialmente altri, seguendo la linea di uno dei cardi della città romana, l’antica Venafrum. Forse per questo, in un angolo del palazzo, quello che dà sulla piazzetta della Chiesa di Cristo, si può vedere incastonato nel basamento un bassorilievo romano, così come si possono trovare resti simili in giro per il centro storico.

E’ all’interno che si nasconde un meraviglioso luogo di bellezza: appena entrati si apre un incantevole giardino, circondato dai palazzi circostanti, con banani, alberi di agrumi e rose. Al palazzo si accede percorrendo uno scalone monumentale, che raccorda tutti e tre i piani. Al primo si trovano le sale più belle, tutte affrescate; ai piani alti, invece, le stanze arredate con mobili d’epoca, vengono offerte per la residenza degli ospiti.

A gestire il palazzo, che offre servizio di b&b, oggi è la signora Dorothy Volpe del Prete, moglie dell’ultimo proprietario. Originaria di Napoli, si trasferì a Venafro giovanissima per seguire suo marito, erede del palazzo che non voleva abbandonare. Negli anni hanno cercato di curarlo e mantenerlo in vita, con tutti i problemi e le spese che una dimora storica richiede costantemente, anche solo per il mantenimento. Dorothy e suo marito amavano ospitare amici e conoscenti così, nel 1998, ebbero l’idea di aprire la casa all’attività di bed&breakfast, riservando agli ospiti quattro camere da letto. 

Oggi le camere sono sette, inclusa una suite con spa privata e sono tutte matrimoniali, arredate con mobili d’epoca e con una vista sui monti del Matese e della valle del Volturno. Gli ospiti sono accolti come amici, possono suonare il pianoforte nella sala pompeiana o vagare liberamente per le sale, anche se spesso è proprio la signora Dorothy ad accompagnarli e spiegare la storia della sua dimora. 
La colazione, così come la cena, viene servita della sala pompeiana e, d’estate, nel grande terrazzo panoramico, secondo tipici menù molisani con prodotti locali.

Il Palazzo

Appena superato il portale, si possono notare sulla parete vari ganci in ferro a forma di testa di cavallo, che servivano per legare gli animali; sulla sinistra infatti vi è la rimessa per le carrozze sulla cui volta rimane un grande stemma con varie insegne di famiglia. Oggi, l’antico androne, è stato trasformato in sala per conferenze, convegni e occasioni conviviali.
In fondo al cortile si trova il rigoglioso e verdissimo giardino che, contrariamente ad altri palazzi di Venafro, si trova in basso rispetto al piano della corte interna, tutta lastricata in pietra di S. Nazzario.

L’entrata nel palazzo avviene attraverso uno scalone ampio e luminoso in stile neoclassico
Al piano terra si trovano le antiche cucine e la cappella; al primo invece le sale più propriamente di rappresentanza, le più grandi e tutte affrescate. Arrivando dallo scalone, a destra si trova la sala da pranzo pompeiana, riccamente decorata con grottesche e medaglioni in cui sono raffigurati reperti sanniti e romani, ritrovati nel secolo scorso e facenti parti della collezione di famiglia. Pannelli con nature morte si contrappongono sui lati lunghi, mentre l’ampio soffitto a padiglione, accoglie nella parte centrale una suonatrice di piattelli che danza. 

Dall’altra parte, invece, oltre alla reception, si trova un altra saletta da pranzo, decorata con una grande aquila centrale e quattro medaglioni sui pennacchi con vedute della tenuta di Pozzilli; il mobilio in legno intagliato è di fattura napoletana. Da questa stanza inizia una enfilade di saloni: il primo è il solenne salone rosso, le cui pareti sono rivestite in seta di S. Leucio. Il dipinto sul soffitto rappresenta una balconata, limitata da una balaustra, che si apre verso il cielo e dalla quale si affacciano putti che reggono drappi variopinti e il monogramma di Franceschina, andata sposa al marchese Ferdinando Del Prete nella seconda metà del 1800. Il ricco cornicione sottostante la balaustra è interrotto dagli stemmi di famiglia e da composizioni che simboleggiano le arti. Dell’autore delle pitture, eseguite in occasione del matrimonio, si conosce solo il cognome: Casanova.
A seguire si entra nello studio, dove la proprietaria ha appeso i ritratti degli antenati e dove vengono conservati i documenti d’archivio e altri elementi legati alla scrittura, disposti sul tavolino. Da quest’ultima sala si accede alla grande terrazza panoramica.
Parallela a queste sale si trova un altro ambiente, chiamato giardino d’inverno, poiché decorato in trompe-l’oeil con un finto pergolato su un cielo azzurro, su cui si stagliano fiori e uccelli esotici. Questo è forse il più bell’ambiente del palazzo, in cui la decorazione ariosa e naturalistica sembra quasi liberty, un vecchio grammofono in un angolo e sulle consolle foto e ricordi di famiglia. 

FONTI:
Non ho trovato informazioni dettagliate sulla storia del palazzo, in particolare mi piacerebbe conoscere le questioni più artistiche come i dipinti, ma mi è stato detto che è in corso, proprio in questi mesi, lo scrittura di una tesi di una studentessa basata su documenti di archivio. 
Grazie alla Sig.ra Dorothy per la gentilezza con cui mi ha raccontato la storia del palazzo e della sua vita. 
Altre informazioni su: francovalente.it
Qui una bella video intervista alla signora Dorothy. 

La Reception:

Lo scalone:

Il giardino d’inverno:

Salone da ballo:

Studio:

Sala da pranzo:

Sala Pompeiana:

Alcune camere:

Cucine antiche:

Cucina nuova:

Il giardino interno:


Aesthete. Art historian & blogger. Content creator and storyteller. Fond of real and virtual wunderkammer. Founder and main author of rocaille.it.

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