Catherine Baba for Gripoix

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La stylist Catherine Baba disegna per Gripoix una collezione di gioielli che immagina provenire dalle atmosfere decadenti di fine ‘800 fondendola con quella di una wunderkammer seicentesca. Ne vengono fuori gioielli di pura decorazione, come i disegni di Aubrey Beardsley, che sanno di ricerca estetica esasperata e languidi ricordi preraffaelliti.

Maison Gripoix è una famosa casa produttrice di gioielli che, attiva sin dal 1868, può vantare collaborazioni con Chanel, Yves Saint Laurent e Elsa Schiaparelli. Anche Catherine Baba non è da meno, avendo lavorato per Givenchy, Balmain, Dazed & Confused, and Vanity Fair, solo per dirne alcuni, ed è famosa per il suo personalissimo senso dello stile eclettico e complesso.

Palesemente influenzata da un’epoca in cui il vestito era l’espressione visibile della più ricercata eleganza e anche segno di appartenenza ad una certa élite culturale, la moda a cui Catherine Baba fa riferimento è quella dei dandies, dove tutto è simbolo che rimanda a significati nascosti. Come il pavone, a cui si ispirano sia il ciondolo-cintura che gli orecchini, simbolo di vanità e motivo caro all’art nouveau. O ancora il diadema  Salomé, chiamato così in onore dell’opera che Oscar Wilde scrisse per l’attrice Sarah Bernhardt. C’è poi il pendente-dragone con un pennacchio finale che ricorda l’ottocentesco fascino per l’oriente, il japonisme o chinoiserie. I colori scuri delle pietre, come le vetrate delle cattedrali gotiche, non nascondono la forte influenza dell’art nouveau e dei gioielleri come René Lalique, il tutto immerso in un’atmosfera da camera delle meraviglie: una menagerie di animali impagliati indossano i gioielli, aumentandone il senso di preziosità e anche di morbosità.

Ogni gioiello, così eccessivamente decorato, nasconde però una sua utilità: l’anello Vanity rivela uno specchietto se aperto; la collana Geisha, fatta di una retina dorata terminante con una goccia rossa è in realtà un portarossetto e il bracciale Venus è un portacipria. “Questa collezione è per la mia vita” ha detto Catherine Baba, “non posso mettere tutto nella mia borsetta, così ho pensato che sarebbe utile indossare i trucchi.” Interessantissima soluzione che unisce estetica e utilità, mantenendo il fascino nostalgico di un’altra epoca.

images sources: style.com; novembremagazine.com; dianepernet.typepad.com; wwd.com; justjared.com

Catherine with Leigh Lezark (the candle on the table is a Cire Trudon!)

Catherine Baba with Tilda Swinton

Tilda Swinton dressed like an androgynous dandy


Aesthete. Art historian & blogger. Content creator and storyteller. Fond of real and virtual wunderkammer. Founder and main author of rocaille.it.

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