Villa Pignatelli, Napoli

Villa Pignatelli si trova nella bellissima riviera di Chiaia a Napoli, proprio dietro la Villa Comunale. Di poco arretrata rispetto all’asse stradale, evitando così di mostrarsi in maniera troppo evidente ai passanti, rimane nascosta ad una visione veloce. E’ oggi sede della Casa della fotografia al primo piano, ma al piano terra si trova il museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, ancora occupato dagli arredi della famiglia Pignatelli che li lasciò allo Stato Italiano nel 1952.

Breve storia della villa

La villa, in uno stile neoclassico inusuale, dalla sua costruzione iniziata nel 1826 passò nelle mani di tre grandi famiglie aristocratiche. Nel 1826 Sir Ferdinand Acton acquistò il terreno allo scopo di avere una residenza sontuosa nel Regno Borbonico, dove lavorava come ufficiale. Morì prematuramente nel 1837 e la sua giovane moglie riprese marito sposando il secondo conte di Grandville, ambasciatore inglese a Parigi. Questo spiega i balli degli inglesi residenti a Napoli organizzati nella villa nel 1840 e 1841 e di cui parla anche Harold Acton in “Gli ultimi Borboni di Napoli”.
Nel 1841 la villa venne acquistata dal banchiere tedesco Carl Mayer von Rothschild. Il banchiere era venuto ad avere un ruolo economico di primissimo piano a Napoli per i prestiti ai Borbone, i quali avevano così potuto finanziare la spedizione austriaca che li aveva rimessi sul trono nel 1821.
Dopo l’unità, venendo a mancare i Borbone e quindi la fonte di arricchimento primario dei Rothschild a Napoli, il banchiere decise di vendere la Villa ed è in questo momento che subentrano i Pignatelli. Nel 1867 il Principe Diego Aragona Pignatelli Cortes e sua moglie Donna Giulia Cattaneo de’ Principi di San Nicandro comprano la villa e continuano i lavori di trasformazione già avviati dai precedenti proprietari. Non avendo figli lasciarono la villa all’omonimo nipote principe Diego e a sua moglie Rosa Fici dei Duchi di Amafi detta Rosina.

I Pignatelli

La famiglia Pignatelli vanta una nobiltà antichissima e conta tra gli antenati il papa Innocenzo XII e il conquistatore del Messico Fernando Cortes, di cui nel museo si conservano i busti. Ai Pignatelli si devono i lavori determinanti per la residenza e il parco, che assunsero così l’aspetto attuale. E’ con loro che inizia l’ultima fase della villa come dimora privata. Rosina e Diego, che avranno cinque figli, si occuperanno del mantenimento della residenza trasformandola in una dei più eleganti luoghi di ritrovo mondani dell’epoca.

Rosina è la vera artefice della fortuna della villa: era dama di palazzo della regina Margherita e contribuì alla scelta degli arredi e dell’apparato decorativo, collezionando anche piccoli oggetti d’arte. Si prese cura della residenza anche dopo la morte del marito Diego, avvenuta nel 1930, e fino alla sua stessa morte nel 1955. Dunque l’aspetto odierno della villa si deve proprio alla principessa che deciderà, in accordo con l’unica figlia ancora in vita Annamaria, di donarla allo stato dopo la propria morte, a condizione che tutto rimanesse conservato integralmente. Rosina donò anche l’archivio di famiglia, le collezioni d’arte e un piccolo fondo librario composto da oltre 2000 libri e anche oltre 4000 microsolchi di musica lirica e classica. Questi erano una grande passione di Rosina che li catalogò accuratamente. Tutt’oggi la villa mantiene questa attenzione alla musica ospitando le “Settimane di musica d’insieme” e concerti nella veranda.

Il motivo che personalmente mi ha portato alla visita di questa villa è il mio interesse per Anna Maria Pignatelli detta Mananà, la principessa oscura di cui parlai tempo fa. Rosina e Diego Pignatelli altro non erano che gli zii di Mananà, essendo Diego fratello di Giuseppe Pignatelli, padre di Anna Maria. Dunque questa villa è un luogo che Mananà bambina frequentò spessissimo, anche se non nacque qui ed oggi è l’unico luogo legato alla sua vita rimasto quasi inalternato.

Infos: Il Museo Pignatelli di Napoli a cura di Angela Tecce, Electa Napoli.
Official site here.

Rosa Fici dei Duchi di Amali known as Rosina

Portrait of Mananà Pignatelli, Rosina’s niece, by talented illustrator and friend Vanna Vinci

entrance of the museum

entrance of the villa

Red living room:

La Sala Rossa è la prima che si incontra dopo l’entrata e il vestibolo. Sul soffitto c’è il dipinto raffigurante “Allegoria dell’architettura” e va datato al 1840-50 dunque durante la proprietà Rothschild, così come le decorazioni in stucco bianco e oro e le grisailles nel soffitto, tutti attribuibili a Gaetano Genovese. Nelle teche sui muri sono conservati oggetti della famiglia Pignatelli.

Light-blue living room:

Il Salotto Azzurro è dedicato alla musica, come indica il pianoforte centrale. Sulle pareti sono esposti i ritratti fotografici della famiglia Pignatelli e foto scattate dal principe Diego che si dilettava di fotografia.

Ballroom: 

La Sala da ballo, oggi adibita ad uso conferenze, ospita il busto bronzeo di Fernando Cortes che però al momento della mia visita (dicembre 2013) era coperto per restauri. La sala termina con un ambiente più piccolo e riservato, il gabinetto pompeiano.

Pompeian boudoir:

Il gabinetto pompeiano si deve, per l’impianto decorativo, a Guglielmo Bechi. Gli elementi architettonici e stilistici sono ripresi dalle incisioni riprodotte dall’architetto francese Francois Mazois in Les Ruines de Pompei (1824) , tratti da originali pompeiani poi scomparsi.

Library:

La Biblioteca è forse l’ambiente più ricco: le pareti sono tappezzate da uno splendido parato in cuoio con oro a pastiglia impresso ed è arredata con mobilio pregiatissimo come le librerie dall’intaglio neorinascimentale e le poltrone tappezzate in cuoio. Sono qui conservati i pezzi collezionistici più importanti come i quadri quattrocenteschi di Giovan Filippo Criscuolo,  il bronzo “Narciso” di Vincenzo Gemito e la collezione di libri e microsolchi.

Dining room:

La sala da pranzo mostra ancora oggi un pregevole servizio di piatti di Limoges con posate d’argento e bicchieri con lo stemma nobiliare della famiglia Pignatelli.

Alla Biblioteca e alla Sala da Pranzo si accede attraverso il Salotto Verde, di cui non ho foto, e che espone tutta la collezione di ceramiche di diverse fatture.

staircase to the first floor

gothic tower in the garden


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