La Mezquita di Cordoba è il risultato di un eclettismo architettonico e di sincretismo religioso frutto della continua sovrapposizione di due culti: l’islam e il cattolicesimo. Sin dall’invasione araba e fino agli scontri più recenti, gli ultimi nel 2010, la Mezquita è sempre stata contesa perché luogo scelto per l’adorazione del Sacro. All’epoca era la più grande moschea del mondo musulmano, dopo quella di Sāmarrāʾ.

Luogo Sacro

Il luogo era sacro sin dagli albori: prima ancora della conquista araba, avvenuta nel 711 d.C., era occupato dalla chiesa visigotica di San Vincenzo. Una volta conquistata Cordoba si decise di dividere la chiesa in due zone: una cristiana e una musulmana. Ma l’emiro Abd ar-Rahman si stancò di questa divisione e decise di eliminare la parte cristiana per costruire una moschea vera e propria. A lui si deve l’impianto che diventerà poi la caratteristica strutturale della Mezquita: il colonnato che supporta una doppia arcata in marmo bianco e rosso.

Moschea

Quando la moschea verrà ampliata dopo di lui, per ben 3 volte, si utilizzerà sempre lo stessa soluzione formale. La foresta di colonne e di archi bianchi e rossi è, ancora oggi, la sua caratteristica più particolare, dando la sensazione di uno spazio ripetitivo e ritmicamente infinito. Fu sempre Abd ar-Rahman a decidere la posizione del mihrab, anche se il suo sarà poi distrutto per far spazio agli ampliamenti successivi. In genere nelle moschee il mihrab è orientato verso la Mecca, ma qui fu orientato inspiegabilmente a sud. Tra i motivi probabili c’è il fatto che Abd ar-Rahman, nostalgico della sua Damasco, volle copiare la stessa posizione che aveva il mihrab della moschea di Damasco.

Cattedrale

Con la Reconquista, nel 1236, Cordoba ritorna nuovamente ad essere cristiana, così la moschea fu riconvertita in cattedrale. Fu inserita dapprima la Cappella Reale, dove oggi è contenuto il tesoro e il museo, ma è nel XVI secolo che fu imposta al centro dell’edificio, in maniera del tutto disarmonica, la cattedrale, rompendo così il gioco prospettico delle colonne. Si dice che lo stesso re Carlo V, convinto fautore del progetto, poi se ne pentì, anche se forse proprio la presenza di una chiesa cristiana salvò la Mezquita da una sicura distruzione in epoca di inquisizione.

Sincretismo e misticismo moderno

Nonostante l’intromissione del cattolicesimo, attraverso la prepotente cattedrale imposta nel mezzo, così come altre cappelle laterali, la Mezquita mantiene fortemente la sua anima islamica. Islamica è anche la struttura stessa della moschea: uno spazio apparentemente infinito che si costruisce in orizzontale, più che in verticale, e dove non ci cerca la rivelazione ma solo la meditazione. A differenza invece della cappella centrale: tripudio di stucchi barocchi, pitture salvifiche e decori in 3D che si oppongono visivamente, ma anche spiritualmente, alle decorazioni intricate ma del tutto bidimensionali degli archi arabi.

Contrariamente alla cattedrale cristiana, concretizzazione della presenza di Cristo, il mihrab denota l’assenza di qualcosa: è un’indicazione di direzione. Splendente come un gioiello d’oro filigranato e di marmo ricamato come il più fine dei pizzi, oggi è ancora visibile, ma è forse più suggestivo vederlo così come lo dipinse Edwin Lord Weeks nel 1880 circa. Pittore americano, ma dal gusto ossessivamente orientalista, Edwin Lord Weeks (1849 – 1903) ce ne lascia una visione totalmente spiritualizzata, con quella patina di nostalgia e di mollezza tipica della pittura di Gran Tour, ma già segnata dal simbolismo mistico dei puristi e dei preraffaelliti.

source: catedraldecordoba.es

Edwin Lord Weeks, Interior of a Mosque at Cordova, 1880

mihrab

one of the chapel behind the Cathedral

the Cathedral

the Main Altar

chorus

ceiling of the Cathedral

the Big Altar

The Capilla Real and Treasure:

Outdoors:

the former minaret

facade of the mosquee