Materialization of a Young Woman Produced by the Medium Linda Gazzera. June 28, 1909, by Enrico Imoda.

“Torino è la città più profonda, la più enigmatica,

la più inquietante non solo d’ Italia, ma di tutto il mondo.”

G. De Chirico

Per il viaggiatore che si accinge a visitare Torino, risultano indispensabili i libri del giornalista torinese Renzo Rossotti, che ha così bene racchiuso nei suoi scritti tutte le curiosità di questa città. E’ così che si viene a sapere, per esempio, che la fama per l’occulto per cui Torino è famosa non è una cosa recente. In un lunario del ’600, ritrovato a Chartres, un angelo collega Torino e Santiago, toccando con l’ala altre città come Amiens, Rouen, Chartres, Parigi, tutte città meta di pellegrinaggi religiosi. Forse l’incisione è stata eseguita dopo che la Sindone fu portata a Torino da Chambery, rendendo così la città meta fondamentale per il fedele cattolico. Dunque che Torino formi, insieme a Lione e Praga, il triangolo della magia bianca, e, con Londra e San Francisco, quello della magia nera è notizia di incerta origine, ma diffusissima. Tale motivo la renderebbe un punto particolare per coloro che credono nell’occulto.

Città dell’occulto

C’è da dire che, per una serie di ragioni davvero insolite e apparentemente casuali, Torino si distingue come luogo di passaggio di personalità che, per un modo e nell’altro, sono legate all’occulto o che qui hanno avuto delle conversioni religiose. Nell’ateneo torinese, nell’anno 1506, si laureò in teologia Erasmo da Rotterdam, che già aveva manifestato interesse per il mondo dell’invisibile e per l’alchimia. Non è del tutto certo, ma sembra che il famoso veggente Nostradamus passò a Torino; certamente invece vi soggiornarono Giacomo Casanova e il Conte di Cagliostro, a distanza di pochissimi anni. Nel Duomo di Torino, Jean Jacques Rousseau abiurò il calvinismo nel 1728.  Torino fu anche il luogo in cui si sviluppo di più, negli ultimi anni dell’800 e gli inizi del ’900, la moda per lo spiritismo, come infatti mostrano le foto della medium Linda Gazzera. Un fenomeno talmente diffuso che riuscì a convincere anche un positivista incredulo come Cesare Lombroso. Nel 1856 si costituì a Torino la prima società spiritica italiana di cui fece parte il vicepresidente della camera dei deputati, Gaetano Demarchi. Erede di questa tendenza fu la Società Torinese di Studi Spiritici, nata nel 1863, che nel 1864 cominciò la pubblicazione degli Annali dello Spiritismo in Italia. Nel 1865 gli Annali passano sotto la direzione di Niceforo Filatete (al secolo Vincenzo Scarpa) segretario del principe di Carignano e già segretario di corte di Cavour.

Molti altri personaggi del ’900 hanno sentito a Torino una particolare sensazione di mistero: il filosofo Friedrich Nietzsche diede qui segni di squilibrio mentale irreversibile. Il pittore Giorgio De Chirico, non a caso grande lettore di Nietzsche, trascorrerà qui, nella primavera del 1912, un paio di settimane e scrisse : “qui tutto è apparizione. Torino è la città pomeridiana per eccellenza” dove “la vera stagione, quella grazie in cui appare meglio il suo [di Torino] fascino metafisico, è l’ autunno. Autunno che non ha nulla in comune con l’ autunno romantico, dal cielo ingombro di nuvole, dalle foglie morte, dalla partenza delle rondini”. E ancora “è Torino che mi ha ispirato tutta la serie dei quadri che ho dipinto dal 1912 al 1915″. Non bisogna poi dimenticare altri personaggi come l’architetto, designer e morboso fotografo Carlo Mollino, lo scrittore Emilio Salgari che qui si suicidò, lo stranissimo sensitivo Gustavo Adolfo Rol e, infine, il fascino occulto di questa città è passato allo schermo tramite i film di Dario Argento.

Luoghi magici?

Aldilà delle personalità che nei secoli hanno qui trovato una strana ispirazione, Torino sembra essere un luogo naturalmente predisposto all’occulto per una serie di punti in cui sarebbero concentrate delle forze particolari. Il punto in cui si concentrerebbe l’energia positiva sarebbe in Piazza Castello, il suo contrario invece è Piazza Statuto. Al centro della piazza si trova La fontana del Frejus che secondo alcuni rappresenterebbe Lucifero: è qui che passa precisamente il 45° parallelo. La chiesa della Gran Madre di Dio ha fama di essere una chiesa esoterica per le particolari simbologie delle statue. La fontana delle Quattro Fontane, che si trova a Piazza Solferino, pare nasconda precise simbologie massoniche. Anche Palazzo Barolo, oggi un museo, ha la sua leggenda con tanto di fantasma, ma la zona che sembra più sensibile ad una certa aura nera, sarebbe quella intorno al Museo Egizio. Qui, tra via XX Settembre e via Alfieri, molti palazzi presentano teste di demoni, diavoli sui portoni e decorazioni con evidenti simbologie massoniche.

Sources: Renzo Rossotti, Curiosità e misteri di Torino; Renzo Rossotti, Torino esoterica; Renzo Rossotti, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Torino. repubblica.it; mole24.it; torinoinsolita.it; comune.torino.it.

the medium Linda Gazzera materializing of a female head

Linda Gazzera

Le pochissime notizie biografiche su Linda Gazzera sono molto incerte. Sembra fosse nata a Roma o a Torino nel 1890. Intorno al 1908 il medico torinese Enrico Imoda scoprì le sue capacità medianiche e cominciò a studiarle durante sedute spiritiche che si svolgevano in casa della Marchesa Ruspoli a Torino. Pare che Lidia riuscisse a materializzare teste umane o a spostare oggetti col pensiero durante le trance. Vero o falso, l’attività della medium rimane più famosa per una serie di fotografie che lo stesso Imoda aveva scattato durante le sedute per testimoniare i suoi poteri. Le foto furono poi pubblicate in un volumetto chiamato Fotografie di fantasmi (Torino: Fratelli Bocca, 1912) di cui una copia è oggi conservata al Museo del Cinema, sempre a Torino. Charles Richet, premio Nobel per la medicina nel 1913, ne scrive la prefazione. Nel libro, oltre le foto, Imoda descrive come si svolgono le trance e dice che sono soprattutto due le anime che si presentano più spesso durante a Lidia: Vincenzo, un ex ufficiale di cavalleria e Carlotta, una bambina di 4 anni.

Lo studio sperimentale di Imoda su Linda dura due anni, dopodiché alla fine del 1909, la medium si trasferisce a Parigi con il Richet, che continua a studiare le sue capacità. A Parigi, da come Richet scrive a Imoda, la medianità di Linda continua a stupire; alle sedute assistono Madame Richet, il figlio Charles Richet e il fotografo Fontenay. Il Richet nominerà Linda nel suo libro Thirty Years of Psychical Research (1923) assicurando l’assoluta veridicità delle capacità di Linda. Poi la medium ritornerà a Torino, dove il 13 settembre 1909 ha luogo l’ultima seduta a cui assisterà Imoda, che era ormai molto malato. Dopo la morte di Imoda, di Lidia se ne perdono le tracce. Le curiosissime fotografie, testimonianza più che della scientificità dei fatti, di una moda diffusissima tra la fine dell’800 e gli inizi del’900, si dimostrano un tentativo abbastanza ingenuo, quanto più le supposte teste materializzate somigliano ad un cartonato appoggiato al muro, appositamente disposto dietro la medium. Nel 2008 sono state ritrovate, dall’antiquario Paolo Pazzi, altre fotografie inedite delle sedute della Gazzera in occasione del riordino proprio della Villa Ruspoli dove si svolgevano le sedute. Queste foto sono state poi acquistate dalla Fondazione Alinari di Firenze.

sources: wikipedia.org (portuguese); repubblica.it

Female Figure Evoked by Italian Physical Medium Linda Gazzera

Lidia Gazzera during a séance and in trance

Linda Gazzera with ectoplasm spirit form, Turin 1909 by Dr. Imoda

series of photographs of a séance with Linda Gazzera and other guests taken by E. Imoda. Source: shop.alinari.it

a child appeared during a trance

Eusapia Palladino during a séance at the home of astronomer Camille Flammarion in France on November 25, 1898 (it’s clearly visible the feet used to lift the table)

Eusapia Palladino

Pochi anni prima di Linda Gazzera, aveva destato l’attenzione degli occultisti un’altra medium italiana chiamata Eusapia Palladino. Nata in Puglia, nel 1854, rimasta orfana sin da piccola, non riceve quasi nessuna istruzione e si trasferisce a Napoli dove lavora come bambinaia. Qui si sposò con un prestigiatore ambulante. E’ proprio a Napoli che sembrano manifestarsi i suoi poteri medianici (complici anche i consigli del marito?) e scopre che molta gente è disposta a pagare per assistere alle sue sedute. Così Eusapia diviene ben presto una medium famosissima in tutta Italia, le sue capacità consistono sopratutto nel far lievitare il tavolo dove avviene la seduta, materializzazioni e lievitazioni. Diventa talmente famosa da fare tour europei durante i quale si reca a Varsavia, in due occasioni, a Parigi e in varie città d’Italia. A Napoli avviene la conversione di Cesare Lombroso da fervente positivista razionalista a uno dei sostenitori più convinti dello spiritismo e del paranormale. Dopo aver espresso più volte il suo totale scetticismo a fenomeni di questo genere, fu invitato ad assistere ad una seduta spiritica della Palladino e ne uscì totalmente scosso.

Dunque la Palladino non si recò a Torino, ma la sua figura è molto affine alla di poco successiva Linda Gazzera e, come lei, fu studiata anche dal medico Richet. Mentre era a Parigi, molti altri studiosi, soprattutto scienziati, si interessarono ai suoi poteri e tra questi, oltre il Richet, anche Pierre e Marie Curie, William Crookes, il futuro premio Nobel Jean Perrin e sua moglie Henriette, Louis Georges Gouy e Paul Langevin, nonché il fratello di Pierre, Jacques, fervente spiritista. Già all’epoca però c’era chi la accusava di imbrogli e inganni, tra questi il garibaldino Eugenio Torelli Viollier, che aveva elencato in vari articoli tutti i trucchi da lei usati, a volte ripresi anche dalle fotografie e anche dagli Stati Uniti provenivano molte critiche. Durante alcune sedute sembra si materializzassero delle mani, di cui il fotografo G. de Fontenay fece delle foto, ma poi si rivelarono dei calchi delle mani della stessa Palladino. Il famoso scrittore Arthur Conan Doyle lodò la Palladino nella sua History of Spiritualism. Anche lei, come la Gazzera, finì i suoi giorni dimenticata e morì a Napoli nel 1918.

sources&pictures: wikipedia.it (ita); prairieghosts.com (en); paranormal-encyclopedia.com (en); paultemplar.wordpress.com

E. Palladino, unknown date

E. Palladino in 1893; early 1900; unknown.

On the top: A mandolin (striped musical instrument on right) levitates during a séance with medium Eusapia Palladino on March 13, 1903 at a home in Munich, Germany. Below: A photograph from one of the 1894 sittings with Palladino (center) and Charles Richet (left)

E. Palladino in New York 1909; Eusapia Palladino with ectoplasm hands materializing above her head. Picture by G. de Fontenay taken during a seance in which V. Chartier held her right hand and M. Drubay held her left; unknown

postcard featuring a photograph of Eusapia Palladino with ectoplasm hands materializing above her head. It was taken on February 2, 1908 during a seance in which V. Chartier held her right hand and M. Drubay held her left.

Imprints of ghosts hands and faces produced by séances of E. Palladino. From Bozzano, Ipotesi Spiritica, 1903

a table levitation

experiment with the medium E. Palladino and M. Aksakof as controller, 1892

Photographie extraire du livre : L’extériorisation de la motricité d’Albert de Rochas, édition de 1896 (page189).

On the top: Albert von Keller, Bildnis des Mediums Eusapia Palladino, 1900, Oil on card, 40 x 24 cm, Kunsthaus Zürich, Gift from the estate of Dr. Oskar A. Müller. Below: photographs of E. Palladino unknown date

picture of Cesare Lombroso and Potrait of C. Lobroso by A.M. Mucchi, 1910

Cesare Lombroso

Questo personaggio, le cui teorie rimangono oggi solo curiosità storiche, muore a Torino e qui è sepolto. Considerato il padre della criminologia moderna, fondò la sua teoria sul concetto del criminale per nascita. Fortemente influenzato dagli studi della fisiognomica, del darwinismo sociale e della frenologia, era convinto che il comportamento criminale è insito nelle caratteristiche anatomiche di una persona. Tale teoria incominciò ad essere sviluppata intorno al 1870, quando Lombroso si dedicò allo studio dei pazzi e dei criminali. In particolare l’autopsia del brigante Giuseppe Villella rivelò una particolare conformazione delle ossa craniche che Lombroso individuò come caratteristiche congenite del brigante. Da questa scoperta, il medico cominciò ad analizzare centinaia di crani di malviventi, poi  allargando le sue ricerche all’analisi dei crani dei pazzi, dei loro manufatti, dei loro vestiti, dei loro oggetti personali.

Ciò che resta dei suoi studi e delle ricerche sono oggi raccolti nel bizzarro Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” che per varietà di oggetti è al limite tra museo antropologico-anatomico-artistico. Sono infatti qui conservate le ossa e i teschi dei briganti da lui analizzati, maschere di cera funerarie degli stessi briganti, una serie di manufatti dalle carte da gioco ai vasi ai mobili in legno realizzati da folli, che formano quindi una raccolta di art brut interessantissima. Anche i resti di Lombroso sono conservati nel Museo per sue ultime volontà: l’intero scheletro in una teca e la testa, priva di cranio, in formalina.

Il pensiero positivista di Lombroso, fu messo in crisi quando assistette di persona ad una seduta spiritica della già citata Eusapia Palladino. Di fronte alla sua sfacciata incredulità, fu invitato pubblicamente, tramite la stampa nazionale, dallo spiritista napoletano Enrico Chiaia a prendere parte ad una seduta spiritica. Avverrà nel 1891 a Napoli, inaugurando un rapporto fra Lombroso e la medium Eusapia Palladino destinato a produrre molteplici séances (17 solo nel ’92 a Milano). Scrisse le sue impressioni in un articolo leggibile qui.

sources&pictures: www.museounito.it/lombroso (ita) ; thenautilus.it (en)

Lobroso’s collection in the early 1900: a room of the old museum; skeleton collection

notes about different types of insane people: the deaf-dumb; the cretin; the stupid

 funeral wax mask of a criminal (end 1800); Modus Operandi, body of evidence and objects used by a criminal, 1922

Lombroso’s personal study room; collection of criminal skulls;  pipes and snuff box made by prisoners, late 1800-early 1900; drawings made by mentally ill person

clay artifact representig a fight made by a prisoner (late 1800-early 1900); skull of the brigant called Villella, died in 1870

dress, hat and rifle of the bandit called Gasparone (1794-1882); wooden secrétaire by a mentally ill called Eugenio Lenzi, 1892

a set of playing cards made by prisoners; crucifix-dagger, 1863

drawing of an experiment with medium E. Palladino and as controllers C. Lobroso and C. Richet, 1892

Friedrich Nietzsche

Anche il filosofo tedesco soggiornò a Torino, esattamente nel palazzo di Via Carlo Alberto 6, dove oggi vi è ricordato con una lapide. Seppur breve, la permanenza a Torino dal 5 aprile 1888 al gennaio 1889 fu un momento molto importante. E’ qui che scriverà “L’Anticristo”, “Il crepuscolo degli idoli” ed “Ecce Homo” (pubblicato postumo) ed è qui che si verificano i sintomi più acuti della sua follia: il 3 gennaio 1889, mentre si trovava in piazza Carignano, vedendo il cavallo adibito al traino di una carrozza fustigato a sangue dal cocchiere, abbracciò l’animale, pianse, finendo per baciarlo; in seguito cadde a terra urlando in preda a spasmi. E’ stato detto che Nietzsche partecipò ad una seduta spiritica vicino Palazzo Carignano, anche se nel 1888-89 lo spiritismo in Italia era ancora agli albori.

Da Torino scrive molte lettere, oggi raccolte in “Lettere da Torino” (a cura di Giuliano Campioni. Traduzione di Vivetta Vivarelli, Piccola Biblioteca Adelphi, 2008) i cui principali destinatari sono Franz Overbeck, Heinrich Köselitz, Marwida von Meysenburg, Georg Brandes, Costantin Georg Naumann, ma anche la madre, Franziska. Scrive: “Mi sembra di vivere ininterrottamente in un quadro di Claude Lorrain”, Torino gli sembra una città “seria e dignitosa” dove trovare “la quiete d’eremita in strade straordinariamente belle e larghe”. Arriverà a paragonarsi ad Antonelli, autore dell’ “edificio più geniale che forse sia mai stato costruito, in virtù di una spinta assoluta verso l’alto – non rammento niente di simile eccettuato il mio Zarathustra. L’ho battezzata Ecce Homo, e mentalmente l’ho circondata di un’enorme spazio libero.” Nietzsche morirà solo due anni dopo, nel 1900.

sources: lastampa.it; loccidentale.it 

Nostradamus

Si dice che anche Nostradamus fu a Torino, esattamente nel 1556. Anche se non ci sono prove certe, si parla di una lapide che ne ricorderebbe la permanenza da lui stesso scritta e che doveva trovarsi in una cascina situata all’epoca (siamo a metà del Cinquecento) alla periferia di Torino. Tale cascina, nota come cascina Morozzo, resisterà sino agli anni Sessanta del Novecento, per essere poi abbattuta. In alcuni articoli precedenti l’abbattimento (in particolare quello di Corrado Pagliani  del 1934) si parla di questa lapide in cui c’era scritto:

1556
NOTRE DAMUS A LOGE ICI
ON IL HA LE PARADIS LENFER
LE PURGATOIRE IE MA PELLE
LA VICTOIRE QUI MHONORE
AVRALA GLOIRE QUI ME
MEPRISE OVRA LA
RUINE HNTIERE

(trad: 1556/Nostradamus alloggia qui/dov’è il paradiso, l’inferno/il purgatorio io mi chiamo/la vittoria chi mi onora/avrà la gloria chi mi/disprezza avrà la/completa rovina).
Se ciò fosse vero, rimane comunque da capire come mai Nostradamus si trovasse a Torino, alcuni dicono perché chiamato da Margherita di Valois e dal duca Emanuele Filiberto di Savoia, per aiutare i due sposi ad avere un figlio. Ma le date non corrispondono: Margherita di Francia sposerà Emanuele Filiberto soltanto tre anni dopo, esattamente il 10 luglio 1559.

source: cicap.org

Sinistra: la lapide riprodotta da Corrado Pagliani (1934) • Destra: la lapide riprodotta da Giuditta Dembech (1978)

Giacomo Casanova

Fu certamente a Torino, fra il 1760 e il 1769, Casanova che, come scrive nel suo diario, fu qui preoccupato da due motivi principali: il procacciarsi belle ragazze e una gendarmeria che glielo impediva e lo controllava. Scrive: “fra le città d’Italia, Torino è quella nella quale il bel sesso ha tutti i fascini che l’amore gli può desiderare, ma la polizia qui è più fastidiosa che altrove.” Scrive anche di quando incontrò le masche (streghe) a Rivara. Mentre va via da Torino, Casanova incontra a Aix-en-Provence il conte di Cagliostro, che invece si stava preparando a raggiungere Torino.

Conte di Cagliostro

Il famoso conte si trova a Torino nel 1788, dopo essere passato per Aix-en-Provence. Non si sa il motivo che lo spinse verso questa città, forse in qualche modo è dovuto agli interessi in occultismo massonico che pare appassionassero molto il re Vittorio Amedeo III. Come spiega il Cognasso, storico torinese, “a Torino vi era un loggia, la Loge de Saint Jean la Mysterieuse… era la moda. Poi, in piena rivoluzione, nel 1794, il re vietò la massoneria”.

4 mosche di velluto grigio (1971)

Dario Argento

L’atmosfera a metà tra l’occulto e il mistero non poteva che finire negli horror del regista Dario Argento, che userà Torino per ben 5 film: “Il gatto a nove code” nel 1970, “Profondo Rosso” 1975, “Non ho sonno” nel 2001, il giallo per la Rai “Ti piace Hitchcock?” 2005 fino all’ultimo “La terza madre” nel 2007. Argento ha detto più volte di amare questa città: “Torino mi affascina, le piazze, l’architettura, i quartieri periferici, le sue leggende sono imperdibili.” E’ a Torino che Argento gira alcune parti del suo film che più famoso, Profondo Rosso. Il film inizia proprio con la scena di un congresso di parapsicologia, dove la sensitiva verrà poi uccisa. E’ a Torino che vengono girate le scene della villa infestata del film, tutt’oggi esistente e conservata, una villa liberty chiamata Villa Scott.

Il gatto a nove code (1970)

Profondo Rosso (1975)

scene from Profondo Rosso inside Villa Scott (en)