Milano liberty

 

Milano ha dei luoghi che suscitano grande stupore. Ho seguito, grazie al mio amico Lodovico Malrivo, un percorso tra le più belle residenze edificate in epoca liberty, per la maggior parte disposte intorno Porta Venezia.
Ai ricchi imprenditori di una borghesia in ascesa, bisognosa di dimostrare la capacità di spendere, dobbiamo questi unici palazzi che sorprendono per la fantasia di decorazione, l’uso di materiali dalla ceramica al ferro battuto fino anche al cemento, reso quasi soffice dallo svolazzo delle donne raffigurate. Wildt è l’artista che più facilmente si può trovare a Milano, disseminato dove meno te lo aspetti, in un atrio di un palazzo o addirittura nel dettaglio di un citofono.
E poi, assurdo più che mai, riuscire a vedere fenicotteri rosa in un giardino…

Casa Campanini: 

E’ così chiamata perché fu edificata, tra il 1904 e il 1906, per volere dell’architetto Alfredo Campanini che poi divenne anche residente. Stupendo il portale affiancato da due cariatidi di cemento, incontro insolito tra la frivolezza della decorazione e l’esigenza di risparmio. Sono chiaramente ispirate alle decorazioni di Palazzo Castiglioni, costruito da Giuseppe Sommaruga poco prima, tra il 1901-4 e che costituisce il manifesto artistico dell’art nouveau milanese.
Bellissimo anche il cancello in ferro battuto, disegnato dallo stesso Campanini e realizzato dal Mazzucotelli, che riprende i motivi floreali tipici della scultura liberty e che si possono ritrovare nei ferri battuti all’interno del palazzo.

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Cinema Dumont: 

Il Cinema Dumont fu inaugurato nel 1910. Fu uno dei primi cinematografi di Milano, oltre che d’Italia. La costruzione della sala inizia nel 1908, per conto dei fratelli Galli proprietari dell’area e il progetto è degli architetti F. Tettamanzi e G. Mainetti.

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Casa Guazzoni: 

Fu progettata e costruita negli stessi anni di Casa Campanini, ovvero tra il 1904-1906, dall’architetto Giovanni Battista Bossi e anche qui il materiale usato è il cemento. Testine femminili, angioletti, decori floreali tutti tipici del repertorio liberty ricoprono le facciate del palazzo, ma a differenza di Casa Campanini qui l’effetto cromatico si riduce ad effetto chiaroscurale. Tutta la decorazione gioca sulle sfumature del grigio del cemento e del ferro battuto che si contorce in modo fine e quasi svenevole nei balconcini, ghiere, colonnine di raccordo e finestre.

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Casa Galimberti:

Vicino a Palazzo Guazzoni e sempre progettato da Giovanni Battista Bossi, si può vedere Casa Galimberti, una delle più originali realizzazioni del liberty milanese. Costruito tra il 1902-5, mostra su tutte le facciate decorazioni in piastrelle di ceramica dipinta, oltre che ferri battuti e motivi floreali in cemento, tutti disegnati dallo stesso Bossi.

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Palazzo Berri Meregalli:

E’ il capolavoro dell’architetto Giulio Ulisse Arata (1881-1962). Un palazzo imponente, costruito tra il 1911-13, in cui l’architetto declina l’idea di monumentalità con un esasperato eclettismo. Alla mistione di motivi architettonici, con elementi tratti dal romanico (con le pietre, mattoni a vista, gli archi, le logge), dal gotico, dal rinascimento, frammisti al nuovo gusto liberty (con putti scolpiti, affreschi, ferri battuti di Angelo Mazzucotelli) si unisce anche una variazione di materiali, dal mattone in cotto alla pietra grezza passando dal ferro battuto, dando una sorta di “romanticismo e magia” d’effetto all’insieme.
Il palazzo si configura come una vera e propria opere d’arte totale composta non solo di architettura, ma anche di pittura e scultura: nell’androne infatti si possono ammirare i mosaici e i soffitti di Angiolo D’Andrea e in fondo la scultura di Adolfo Wildt “Il Fantasma”.

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ingresso:

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Wildt, La Vittoria Alata 1918-19

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Palazzo Invernizzi:

Nessuno penserebbe mai di poter vedere dei fenicotteri nel giardino di un palazzo a Milano. Eppure Villa Invernizzi nasconde, nel suo giardino, una colonia di fenicotteri rosa che vivono in un’oasi verde costruita appositamente, con tanto di piscina. Sono qui custoditi dal mondo esterno anche per volontà testamentaria dei coniugi Invernizzi, storico marchio dell’alimentazione italiana.
Tutti gli uccelli di Villa Invernizzi sono nati in cattività. I loro progenitori furono portati dal Cile e dall’Africa prima che l’Italia, nel 1980, aderisse alla convenzione Cites , che tutela gli animali esotici e le specie a rischio di estinzione.

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Orecchio di Wildt:

La curiosissima scultura a forma di orecchio, che si trova accanto al portone di palazzo Sola-Busca (via Serbelloni 10), altro non è che una scultura di Adolfo Wildt. Piccolo capolavoro e divertessement scultoreo, l’orecchio è raffigurato con tutti i dettagli del timpano, staffa e martelletto. All’epoca in cui fu realizzato, negli anni ’30, aveva funzione di citofono.

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other art nouveu details:

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