D’Annunzio intimo e segreto: il sogno dell’esteta

“D’Annunzio intimo e segreto. Il sogno dell’esteta”
a cura di Lucia Arbace e Marzio Maria Cimini
Casa Natale Gabriele d’Annunzio, Pescara
28 febbraio – 1 novembre 2020
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Fotografie, piccoli oggetti, scatoline, qualche vestito; in fondo alla sala un volto bellissimo con una dedicaA Mèli – nella notte dorata dalla sua nudità e dall’alabastro come da due lampade segrete. 6-7. IV. 1932. Ariel”.
Questa mostra racconta, attraverso oggetti ormai muti, una storia d’amore accaduta molto tempo fa e, al contempo, una storia d’amore più recente, quella di un imprenditore abruzzese per la sua terra.
Gianni Santomo, che quasi per caso si è trovato proprietario di una preziosa collezione di reperti dannunziani, li ha messi a disposizione della città di Pescara: grazie agli studi e all’intervento di Marzio Maria Cimini e Lucia Arbace è stato possibile esporli in mostra alla Casa Natale di d’Annunzio a Pescara. Proprio a seguito di questo evento è stato deciso di lasciarli in comodato d’uso gratuito al museo, dove saranno in mostra a rotazione per 10 anni.

I motivi di una collezione

La mostra nasce da una collezione variegata e stupefacente di 100 oggetti, tra autografi, cimeli, abiti e fotografie, quella di Gianni Santomo, un imprenditore abruzzese che, dopo l’esperienza lavorativa con Benetton negli anni ’80, decide di aprire la propria linea di abbigliamento maschile. Per la sede immagina un luogo illustre e sceglie un palazzetto liberty al centro di Pescara, il palazzetto Imperato, che lui chiamerà Palazzo Teleria. L’attenzione di Santomo all’immagine è tale da prevedere per il restauro del palazzetto (che sarà eseguito dall’architetto Mario d’Urbano) un trompe l’oeil per mascherare il cantiere. 

Santomo cerca un simbolo, qualcosa che nobiliti la sua linea di abbigliamento e la rispettiva sede. Siamo a Pescara: quale migliore personaggio di d’Annunzio? Ecco dunque l’idea di comprare una serie di oggetti appartenuti al Vate da poterli esporre proprio dentro la boutique, che sarebbe dovuta diventare un tempio dell’eleganza, a metà tra una galleria e un negozio. Era il 1996, da Christie’s a Milano andavano in asta una serie di lotti riguardanti d’Annunzio con “libri e autografi da collezioni private”: Santomo li compra tutti, tranne il primo (contenente la maggior parte dell’epistolario), per la somma da capogiro di centodiciannove milioni di lire. Sono questi gli oggetti che possiamo vedere oggi in mostra. La collezione comprendeva una serie di lettere indirizzate a vari destinatari e la maggior parte a Letizia De Felici, una delle ultime amanti del Vate. 

Letizia De Felici

Letizia de Felici, soprannominata Mèlitta, aveva 19 anni quando conobbe d’Annunzio. Il marito, Mario De Felici, era un facoltoso negoziante di biancheria di lusso, con vari negozi tra Roma, Milano e Gardone, dove i due amanti si conobbero. Il Comandante era appena tornato dall’impresa di Fiume ed era ancora “nella pienezza del suo Genio”, sebbene già malinconico e un po’ segnato dall’ultima impresa. La giovane Letizia ne rimase affascinata e tra loro iniziò un rapporto di amicizia e amore destinato a durare 15 anni, a tutti gli effetti una delle relazioni più longeve del Poeta.

Il loro legame rimase ufficialmente segreto, anche per rispetto del matrimonio di lei, ma i conoscenti più vicini erano al corrente dei fatti, molto probabilmente anche il marito Mario. Nel 1990 fu pubblicato su La Repubblica un articolo a firma di Paola Sorge (Il Crepuscolo del Fauno), in cui la studiosa identificava per la prima volta Mèlitta con Letizia de Felici, all’epoca ancora viva. La De Felici rimase scossa dalla rivelazione e considerò molto spiacevole l’accaduto: aveva custodito gelosamente tutte le lettere e i doni del Comandante fino alla sua morte, avvenuta nel 1995. Gli eredi decidono di mettere all’asta questi cimeli mentre le lettere a Mèlitta vengono vendute direttamente a Santomo nel 1996. 

Gli oggetti in mostra

Tra le varie lettere esposte ne troviamo alcune indirizzate all’attore teatrale Mario Fumagalli e altre a Benigno Palmerio, il veterinario tuttofare originario di Guardiagrele. Il resto delle collezione è composto da lettere per Mèlitta (l’epistolario completo era già stato pubblicato grazie agli studi di Vito Moretti: “Ariel A Mèlitta – Carteggio Inedito D’Annunzio-De Felici”, editore Carabba), nonché da oggetti come vestiti, fotografie (tra cui una dell’agosto 1937, l’ultima foto nota del poeta in vita) e alcune curiosissime scatoline liberty con dediche autografe di d’Annunzio. Trattasi di custodie per gioielli Buccellati, che il Poeta usava regalare alle sue donne dopo gli incontri: grazie a questa mostra gli eredi di Letizia, che conservano ancora i gioielli, hanno potuto inserirli di nuovo nelle originali custodie, anche se per poche ore.

Altri cimeli sono: una busta da lettera contenente dei capelli rossi che d’Annunzio aveva indicato come “Capelli di Giuseppe Mazzini”, una statuetta fatta da Renato Brozzi, che sembrerebbe riprendere proprio le fattezze della De Felici, se la confrontiamo con una sua foto più tarda; alcuni fazzoletti con le iniziali ricamate G.d’A.; una scatolina per un mini parrozzo, in cui d’Annunzio scrive la dedica giocosa “A Luciano Paparozzo Bacherozzo”.
Luciano è l’unico figlio di Letizia avuto nel 1925, l’unico anno di cui manca la corrispondenza nel carteggio con d’Annunzio. Poco dopo la nascita, Letizia si separò dal marito, con cui aveva convissuto pacificamente fino ad allora, e si allontana dal Vittoriale. Esiste anche una letterina piena di tenero affetto che d’Annunzio scrive a Luciano, sulla cui paternità sembrerebbe lecito nutrire qualche dubbio.

CATALOGO:

D’Annunzio intimo e segreto. Il sogno dell’esteta
a cura di Lucia Arbace e Marzio Maria Cimini
Ianieri Edizioni
Pagine:232, con 35 immagini a colori e 102 immagini in bianco e nero
ISBN: 979-12-80022-08-0

il catalogo della mostra

Letizia De Felici a 19 anni

LA MOSTRA:

una delle lettere a Mario Fumagalli

Una camicia da notte e una giacca da camera di d’Annunzio

abito in seta e rayon donato da d’Annunzio a Mèlitta

una rara foto di d’Annunzio anziano Gruppo di 6 astucci disegnati da Mario Buccellati con dediche autografe di d’Annunzio

le custodie dei gioielli Buccellati

una custodia del “parrozzo d’Abruzzo”

nastrini per decorazioni fiumane Trofeo in bronzo della R. Nave Puglia realizzato nel 1931 da Renato Brozzi 4 fazzoletti in seta con la sigla G. d.A.

palazzetto Imperato oggi progetto acquerellato di Liberi e Simeone, 1926,per il palazzetto gemello mai costruito

una rara foto di d’Annunzio morto


Aesthete. Art historian & blogger. Content creator and storyteller. Fond of real and virtual wunderkammer. Founder and main author of rocaille.it.

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